martedì 24 ottobre 2006

ALICE NEL PAESE DI SATANA

La band della settimana è:

ANNIHILATOR

La band nasce a Vancouver, Canada, nella prima metà degli anni '80. Nei primi mesi era composta solo da Jeff Waters, eccezionale chitarrista, e Paul Malek (batteria) che pensavano probabilmente ancora al nome della band e a come fare qualcosa di veramente originale in un mondo (il thrash metal) che era già parecchio evoluto dal punto di vista delle musiche, delle liriche e della tecnica strumentale acquisita (tra il 1986 e il 1988, Master Of Puppets dei Metallica era considerato inarrivabile per qualità e capacità compositive della band -forse anche perché all'epoca erano tra i favoriti dell'ambiente).

Ma Jeff Waters recluta dei signori musicisti, piuttosto sconosciuti nell'ambiente e dotati di grande feeling e tecnica musicale.

Nel 1988/89 esce Alice In Hell.



Il mondo del thrash un pochino cambia, non se ne accorgono tutti, nè subito; ma cambia!Il disco ha per intro uno splendido solo acustico (Crystal Ann) ad opera di Jeff Waters, classicheggiante, per niente metal. Qui la prima vera svolta: finora gli album thrash avevano degli intro molto potenti, "metal-evocativi" insomma. Il vero metal arriva con Alison Hell: dotato di forte impatto ritmico, bella melodia, chitarre progressive e incalzanti, voce accattivante, alta e potente, batteria che concede piccoli strappi alla regola, nei quali si nota una buona precisione e grande energia, cmq non eccezionale, forse l'unico punto debole della band (ai tempi Charlie Benante -Anthrax-, Dave Lombardo -Slayer- e Mick Harris -Napalm Death- erano tra i capi supremi del drumming, sicuramente me ne dimentico molti, ma i tre appena citati erano davvero impressionanti). Di notevole originalità lo stacchetto sali-scendi classico con voce in falsetto il quale precede un solo veloce, strappabudella, musicale e che ricorda in pieno un altro mostro di bravura di quegli anni magici: Alex Skolnick (Testament). Tutto il disco è sulla falsariga dell'apripista, anche se ci sono interessanti deviazioni stilistiche, sottolineando la cifra stilistica di alto livello della band.Di cosa parlano le canzoni? Di follia e terrore in stanze buie popolate da presenze maligne, di sogni spaventosi, di menti inquietanti.

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