mercoledì 1 settembre 2010

venerdì 20 agosto 2010

THIS ASS LIKES FUNK

Ecco delle belle compilation su cui puntare le orecchie!













Queste 5 compilations, belle da guardare, realizzate con passione e competenza sono godibilissime musicalmente (heavy funk e soul con evidenti tracce di raffinato blues suonato sporco come Jimi Hendrix).

Appartengono ad una etichetta che fino a qualche anno fa ignoravo del tutto: la Jazzman. Più precisamente le prime quattro perché Cold Heat è della Now-Again Records ma vabbè, si parla sempre di piacevolissima musica nera per la quale i bianchi non smetteranno mai di profondersi in apprezzamento misto a della sana invidia, sentimenti cosparsi qua e là da una voglia matta di copiare e di conoscere meglio.

Su tutto ciò c'è lo zampino di Malcolm Catto che, furgoncino scassato, un compagno di viaggio e tanta voglia di lavorare, competenza e passione, ha preso su armi e bagagli e girato gli USA per stilare un elenco di band heavy funk molto popolari tra il '68 e il '77 circa, con tanto di localizzazione geografica all'interno delle interessantissime note scritte nei booklet e storia delle varie formazioni, spettacoli, discografie, storie da raccontare...
Purtroppo da scaricare qua non si trova un cazzo, i dischi in questione ve li dovete comprare (come ho fatto io) o passare da me che vi passo qualche pezzo come antipasto.

mercoledì 18 agosto 2010

MOTHER-UNIT


MOTHER-UNIT
Brain Massage
Anno - 2010
Etichetta - Stickman Records
Genere - Rock psichedelico progressivo strumentale

Bertus Fridael, co-fondatore e principale compositore dei mitici 35007 (LOOSE nel "calculator spelling"), riemerge con un progetto solista in cui getta tutta la sua competenza acquisita nella precedente esperienza di psichedelia strumentale. Divagazioni lunghissime, tranquille e da meditazione con momenti di atmosfera chiusa e abbastanza claustrofobica alternati ad aperture cristalline e melodiche davvero notevoli.

Debut su Stickman records, sia CD che Vinile




35007

Liquid
Anno - 2002
Etichetta - Stickman Records
Genere - Rock psichedelico progressivo strumentale

Il disco che secondo me riflette maggiormente lo stile che nei primi anni del 2000 emerse e si impose nel nuovo movimento di rock psichedelico, senza i fronzoli elettronici del progressive più melodico e senza le sfaccettature di assoli ultra tecnici e freddi, da studio. Un disco che, come dice il titolo, scorre liquido con suoni cristallini e bassi rotondi e pieni, profondi e intensi. Ritmi tranquilli, ma con il basso che incalza pastoso e forte, sono accompagnati da tastiere che hanno solo il compito di rendere le atmosfere un po' più rarefatte, alte, e tenere l'ascoltatore col fiato sospeso su qualcosa che sta per accadere. Intenso come pochi altri nel suo genere.




Wiki su 35007
Da scendere

venerdì 30 luglio 2010

FAZZO GEZZON

Nuovo (2010) lavoro di una delle desert rock per eccellenza.
Ed è ovviamente un bel disco.
Altrettanto ovviamente si può scaricare da qui


Già che ci siamo, e mi sento buono, consiglio (e mica solo io!) anche questo di cui si vede la copertina qui sopra, scaricandolo da qui

giovedì 29 luglio 2010

SAMSARA BLUES EXPERIMENT

Anno: 2010
Etichetta: World In Sound Records
Genere: heavy rock psichedelico
Provenienza: Berlino, DE
Se ti piace: Zebulon, Pink Floyd, Ancestors, Astra


Toglietevi dalla faccia quel sorrisetto ebete. Non è blues, se è quello che stavate pensando.

I Samsara Blues Experiment fanno del buon heavy rock psichedelico, quello tosto cioè. Un bell'incrocio tra Zebulon ed Electric Wizard. Nella completa impressione sonora ci sono note di musica folk nordica, tastiere, organi e assoli della durata di un'era con divagazioni strumentali variopinte e lunghissime. Con queste caratteristiche vanno ad accostarsi a gruppi come Ancestors, Astra o Earthless.

Sono a cavallo tra gli anni '70 e gli anni '90, cioè tra quella psichedelia lunga un secolo e quello stoner rock più energico e grezzo, con tanta tanta sostanza. Questo disco, Long Distance Trip (titolo azzeccatissimo) parte piano, tranquillo, e con un crescendo trascinante ti si piazza in mezzo alla testa e non se ne va più. Tra atmosfere rarefatte e potenza tangibile dai bassi che colpiscono il basso ventre, questo quartetto di Berlino (che ha anche suonato al Roadburn Festival di quest'anno) deve assolutamente essere conosciuto, ascoltato.

MySpace
Download

venerdì 23 luglio 2010

Ieri sera al Magnolia suonava un gruppo che chi non conosce dovrebbe conoscere, e chi conosce dovrebbe comprarsi tutto quello che hanno prodotto. I Clutch esistono dai primissimi anni '90 e il loro rock è indubbiamente fondato su un profondo blues. Ma siccome la loro energia e il carisma di Neil Fallon, che dal vivo ha una voce fenomenale, spingono parecchio, sembrano più dei camionisti che piuttosto che salire sul palco con le chitarre, potrebbero benissimo farlo un giorno a sopresa, con il trattore o con un cabinato degli anni '70, di quelli con il motore gigantesco e inquinante, che sputano olio ad ogni cambio marcia ma che sono tanto belli da guardare e da guidare, e il loro rumore è musica. Ecco, così sono i Clutch dal vivo, come un camion bello grosso che ti sgasa la sua potenza dritta in faccia.

Tutti i fantastici pezzi suonati, da "One Eye Dollar" a "Profits Of Doom", "Electric Worry", "Wicker" e passando per un sacco di roba che sta in mezzo, sono stati, chi più chi meno, improvvisati su parecchio blues e proponendo delle versioni coinvolgenti ispirate a vecchi classici della musica tradizionale americana.
Bellissimi gli effetti voce, piazzati lì assolutamente a cazzaccio de cane; divertente il modo di muoversi di Fallon mentre cantando cerca di rappresentare a gesti quello che vuole dire, tipo "aho vià qua!", "ah gran fijo de 'na mignotta", "ma che stai a dì", "mo vengo lì e te rompo er culo", "ammazzate", etc...)
Dei due col cappello invece non ho manco visto che faccia hanno... oddio non sto dicendo che non li ho mai visto, so che faccia hanno, ma si facevano letteralmente i cazzi loro, non si parlavano neanche. Ma va bene lo stesso, il concerto è stato strafantastico, una gayna superdotata, una tonnellata di ignoranza, un paio di bolas, qualche birra, e un baratto a suon di placebo andato a buon fine, dimostrando una volta per tutte che la sostanza placebo non è così inutile come si pensava...
CLUTCH
Strange Cousins From The West



Dato che siamo in tema, pigliatevi il loro ultimo disco, possibilmente in vinile perché è strapettinato con i dischi in oro trasparente e i cartoni interni argentati e confezione gatefold.
Ma intanto scaricatevelo.
Website


martedì 29 giugno 2010

BLACK MATH HORSEMAN

BLACK MATH HORSEMAN
WYLLT
Tee Pee Records - 2009

I Godspeed You Black Emperor con gli Explosions In The Sky, con voce femminile, che si accostano un pochino più al mondo stoner / heavy rock psichedelico? E' possibile, nel cosmo dei Black Math Horseman.

E' un mondo strano e acido, quello creato dai Black Math Horseman. Un universo di melodie ossessive e pesanti che al tempo stesso si presentano sublimi e meravigliose, perché addolcite da quella morbida psichedelia data dalla voce vellutata di Sera Timms, e dalle chitarre di Ian Barry e Bryan Tulao, lontane anni luce dai freakout psichedelici degli anni '70, ma a cui ci riportano così vicini. Lo spazio, diventato liquido e mosso, è composto di sogni immaginati ad occhi aperti, di apocalissi psichiche e allucinazioni fantasmagoriche. I monumentali picchi della trascendenza lirica e musicale del doom più acido e psichedelico, sono innalzati vertiginosamente su un tappeto di suoni elettrici e molto fisici. L'aura eterea che circonda ogni singola nota e l'atmosfera rarefatta vengono brevemente intensificate da esplosioni di chitarre da una tonnellata e gli Explosions In The Sky non si sono mai sentiti così vicini. Un senso di pace si sviluppa tutto attorno al disco, ti avvolge completamente, e alla fine ti lascia quello strano senso di vuoto come qualcosa che manca, e che vorresti tornasse ancora, ancora e ancora...






IYL (se ti piace): Explosions In The Sky / Godspeed You Black Emperor! / The Warlocks
DOWNLOAD

lunedì 28 giugno 2010

VUOI UN MORSO?

VENOMOUS CONCEPT
Poisoned Apple
Century Media Records
Con oltre 20 anni di onorata carriera sulle spalle in band leggendarie dal veemente passato metal e hardcore (Nuclear Assault, Napalm Death, Brutal Truth... ) dai 4 miti del grindcore (Kevin Sharp, Dan Lilker, Danny Herrera, Shane Embury, in quattro fanno un secolo di musica estrema) non ci si poteva aspettare un disco migliore, praticamente azzeccato in tutto. A circa 5 anni se non di più dall'esordio con Retroactive Abortion (titolo geniale!) non è cambiato un cazzo... velocità, ruvidità, batteria impossibile da seguire e precisa al millisecondo (Danny Herrera uber alles!), testi lucidi e impegnati seppur brevissimi e tempo fermo a quello che l'hardcore dev'essere: poche seghe mentali, tanta sostanza. Niente intro, niente assoli, niente ritornelli, niente outro, niente fronzoli o clichè stupidi. Solo tanto contenuto a velocità smodata.
In tempo medio è di un minuto e mezzo a canzone: perfetto!
IYL (se ti piace): Brutal Truth / D.R.I. / hardcore americano

mercoledì 26 maggio 2010

BIG SEXY NOISE



Immaginatevi i Big Black, cacciateci dentro un sax morbido e sensuale, un cantato da una donna con una voce che manco Charles Bukowski de li mejo tempi andati e un mid tempo spaccaossa con bassi belli pieni e tondi. Il tutto suonerà come un blues nero e catramoso dalle esplosioni industrial e arrangiamenti punk che si avvicinano alla performance art. La voce di Lydia (classe '55), chiamata Lunch per la sua capacità di procacciarsi pranzi gratis quando viveva nella casa comune a New York (erano gli anni 70) con altri artisti affamati e mezzi tossici, ha una voce al vetriolo, bassa e cavernosa per una donna ma sexy, terribilimente attraente, mi sbilancio: quasi arrapante! Un disco nero, metropolitano e che toglie il fiato. C'è anche una versione noise di "That Smell" dei Lynyrd Skynyrd che per me è fantasatica ma i gusti so' gusti non cacate il cazzo... e la cover di "Kill Your Sons" scritta da Lou Reed...

Lydia Lunch's Big Sexy Noise, tatuatevelo nel cervello e sul cazzo.

Non conoscete i Big Black? Pentitevi e punitevi.


Siccome mi piace far vedere che il copia e incolla funziona bene anche su questo schifo di blog, ecco i motivi per cui Lydia dovrebbe essere la madre di tutti noi (Jarboe esclusa porcodeddio!!)

Discografia
Musica

Babydoll b/w Freud In Flop, Teenage Jesus & the Jerks (7" / Lust/Unlust, 1979)
Try Me b/w Staircase, Beirut Slump (7" / Lust/Unlust, 1979)
Orphans b/w Less of Me, Teenage Jesus & the Jerks (7" / Migraine, 1979)
Pink, Teenage Jesus & the Jerks (12" / Lust/Unlust, 1979)
Pre-Teenage Jesus, Teenage Jesus & the Jerks (12" / ZE, 1979)
Off White, James White and the Blacks (LP / ZE, 1979; anche accreditata come Stella Rico)
Queen of Siam, solista (LP / ZE, 1979)
Diddy Wah Diddy b/w Dead Me You B-Side, 8-Eyed Spy (7" / Fetish, 1980)
8-Eyed Spy, 8-Eyed Spy (LP / Fetish, 1981)
Live, 8-Eyed Spy (Musicassetta / ROIR, 1981)
Devil Dogs (live in Italia / unreleased, 1981)
13.13, solista (LP / Ruby Records, 1981)
The Agony is the Ectasy, solista (split 12" EP con The Birthday Party / 4AD, 1982)
Some Velvet Morning, con Rowland S. Howard (12" EP / 4AD, 1982)
Der Karibische Western, Die Haut (12" EP, 1982)
Thirsty Animal, Einstürzende Neubauten (12" EP, 1982)
Boy-Girl, Sort Sol (7", 1983)
Dagger & Guitar, Sort Sol (LP, 1983)
In Limbo, con Thurston Moore (12" EP / Widowspeak, 1984)
Death Valley '69, con Sonic Youth (7", 1984)
The Drowning of Lucy Hamilton, con Lucy Hamilton (12" EP / Widowspeak, 1985)
A Dozen Dead Roses, No Trend (LP, 1985)
Heart of Darkness, con No Trend (10" EP / Widowspeak, 1985)
Death Valley '69, con Sonic Youth (12", 1986)
Hysterie, compilation solista 1976-1986 (LP, 1986)
The Crumb, con Thurston Moore (12" EP / Widowspeak, 1987)
Honeymoon In Red, con alcuni componenti dei The Birthday Party (LP, 1987)
Stinkfist, con Clint Ruin (12" EP, 1987)
Naked In Garden Hills, Harry Crews (1987)
Don't Fear the Reaper, con Clint Ruin (12" EP, 1991)
Shotgun Wedding, con Rowland S. Howard (CD, 1991)
A Girl Doesn't Get Killed by a Make Believe Lover...'cuz its Hot!, con My Life With the Thrill Kill Kult (CDS, 1991)
Head On, Die Haut (CD / Triple X, 1992)
Sweat, Die Haut (CD / Triple X, 1992)
Twisted, solista (7", 1992)
Unearthly Delights, solista (7", 1992)
Transmutation + Shotgun Wedding Live in Siberia, con Rowland S. Howard (CD, 1994)
Everything, Teenage Jesus & the Jerks (CD re-issue/ Atavistic, 1995)
Luncheone, 8-Eyed Spy (CD re-issue/ Atavistic, 1995)
No Excuse b/w A Short History of Decay, con Lee Ranaldo) (7" / Figurehead, 1997)
The Desperate Ones, con Glyn Styler) (CD EP / Atavistic, 1997)
York (First Exit To Brooklyn), con The Foetus Symphony Orchestra (CD, 1997)
Matrikamantra, solista (CD, 1997)
Widowspeak: The Original Soundtrack, solista best-of compilation (2CD / NMC, 1998)
Smoke In The Shadows, solista (CD / Atavistic, 2004)


Dischi Parlati
Better An Old Demon Than A New God, Giorno Poetry Systems comp. f/ William S. Burroughs, Psychic TV, Richard Hell e altri (1984)
The Uncensored, solista (1984)
Hard Rock, solista (musicassetta con Michael Gira / Ecstatic Peace, 1984)
Oral Fixation, solista (12", 1988)
Our Fathers who Aren't in Heaven, con Henry Rollins, Hubert Selby Jr. e Don Bajema (1990)
Conspiracy of Women, solista (1990)
South of Your Border, con Emilio Cubeiro (1991)
POW, solista (1992)
Crimes Against Nature, solista raccolta degli altri dischi parlati (Tripple X/Atavistic, 1994)
Rude Hieroglyphics, con Exene Cervenka (Rykodisc, 1995)
Universal Infiltrators, (Atavistic, 1996)
The Devil's Racetrack (2000)


Filmografia
Attrice
She Had Her Gun All Ready, diretto da Vivienne Dick (1978)
Guerillere Talks, diretto da Vivienne Dick (1978)
Black Box, diretto da Scott e Beth B (1979)
Beauty Becomes the Beast, diretto da Vivienne Dick (1979)
The Offenders (1979-1980)
Liberty's Booty (1980)
Subway Riders, diretto da Amos Poe (1981)
The Wild World of Lydia Lunch, diretto da Nick Zedd (1983)
Like Dawn to Dust, diretto da Vivienne Dick (1983)
Vortex, diretto da Scott and Beth B (1983)
Submit to Me, diretto da Richard Kern (1985)
The Right Side of My Brain, diretto da Richard Kern (1985)
Fingered, diretto da Richard Kern (1986)
Submit to Me Now, diretto da Richard Kern (1987)
Mondo New York (1987)
Penn & Teller's Invisible Thread (1987)
Penn & Teller's BBQ Death Squad (198?)
Penn & Teller's Cruel Tricks for Dear Friends (1990)
Thanatopsis, diretto da Beth B (1991)
Visiting Desire (1996)
Power of the Word (1996)
The Heart is Deceitful Above all Things (2004)
Kill Your Idols (2004)
Psychomentsrum (non rilasciato)


Scrittrice
The Right Side of My Brain (1985)
Fingered (1986)


Compositrice
The Offenders (1980)
Vortex (1983) (con John Lurie, Adele Bertei, Pat Place, Beth B e Scott B)
The Right Side of My Brain (1985)
Goodbye 42nd Street (1986)
Fingered (1986)
I Pass for Human (2004)


Sceneggiatrice

Rome 78 (1978)
The Wild World of Lydia Lunch (1983)
Penn & Teller's Cruel Tricks for Dear Friends (1987)
Put More Blood into the Music (1987)
The Gun is Loaded (1988-1989)
The Road to God Knows Where (1990)
Malicious Intent (1990)
The Thunder (1992)
Totem of the Depraved (1996)
Paradoxia (1998)
Kiss My Grits: The Herstory of Women in Punk and Hard Rock (2001)
DIY or Die: How to Survive as an Independent Artist (2002)
Kill Your Idols (2004)


Narratrice

American Fame Part 1: Drowning River Phoenix (2004) Cam Archer
American Fame Part 2 (2004) Cam Archer
Wild Tigers I Have Known Cam Archer )2005)


Bibliografia
Adulterers Anonymous (1982 con Exene Cervenka)
Incriminating Evidence (1992)
Paradoxia; a Predator's Diary (1997)


Fumetti
AS-FIX-E-8 (1990 con Mike Matthews)
Bloodsucker (1992 con Bob Fingerman)
Toxic Gumbo (1998 con Ted McKeever)

lunedì 24 maggio 2010

ALTRO CLASSICONE DAL PASSATO

Mai del tutto abbandonato, Operation: Mindcrime mi sta ancora suonando nelle orecchie un paio di volte al giorno.

Ma da ieri sera, in autostrada, iPod al volante ecco sbucare fuori dal cilindro del Caso (anagrammato in Caos e cioè "riproduzione casuale"... ) un vecchio amore, una vecchia gloria a cui mi sento legatissimo, avendolo ascoltato la prima volta a casa di un cugino più grande ormai circa 25 anni fa

BACK IN FUCKING BLACK


Continuerò a vestirmi di nero, e a pensare in nero, finché qualcuno non inventa un colore più scuro.

lunedì 10 maggio 2010

CI VUOLE UNA FOTTUTA RIVOLUZIONE!!!

Ieri, giornata di merda, piovosa, nuvolosa, ventosa, porcodiosa...
Quindi ci voleva un disco da rivoluzione, di quelli potenti che ti risvegliano dentro e che ti rimescolano il sangue ogni volta.

La rivoluzione è dentro di noi

mercoledì 5 maggio 2010

TUTTOBLACK

SHINING - Blackjazz
Etichetta: Indie Recordings
Anno: 2010
Genere: metal sperimentale + jazz
Componenti: Jørgen Munkeby – Sax, chitarre, akai ewi / Torstein Lofthus – Batteria / Tor Egil Kreken – Basso / Bernt Moen – Tastiere / Even Helte Hermansen – Chitarre
Se ti piace: John Zorn, Jaga Jazzist, Converge, Enslaved, Zu




Web

Scendi

Ascolto obbligato per chi adora le contaminazioni tra i generi. Qui si trova black metal alternativo (nel senso che non va sempre a mille battute al minuto ma varia parecchio anche nei tempi e nei suoni), jazz storto e melodico (tipo John Zorn o Jaga Jazzist), rabbia, aggressività e molta molta produzione (il cantante Munkeby l'ha prodotto di tasca sua, bravo!).

Io li ascolterei fossi in voi. Fanno PAIURA!

Ovviamente ho anche un video della cover live di 21st Century Schizoid Man, cover dei King Crimson e pezzo geniale che si trova anche sul disco. Ma altrettanto ovviamente su questo blog dimmerda non riesco a caricare video pesanti...

venerdì 30 aprile 2010

L'ASCOLTO DEL GIORNO


N I G E R I A
DISCO FUNK
S P E C I A L


giovedì 29 aprile 2010

W.A.S.P. - Live... in the raw (1987)

W.A.S.P. - Live... In The Raw

Luogo: U.S.A. vari stati
Genere: heavy metal / hard rock
Anno: 1987
Etichetta: Capitol Records
Componenti: Blackie Lawless (chitarre / voce / piano), Chris Holmes (chitarre), Johnny Rod (basso), Steve Riley (batteria)









Ad alcuni fanno cagare e basta, molti restano piuttosto indifferenti, pochi impazziscono per loro ma questa storica band di heavy metal americano degli anni '80-'90 e ancora attiva (formata nel 1982, primo disco nel 1984), merita più di una nota. Ha fatto da headliner a festival in cui suonavano degli imberbi Metallica e Megadeth, ha inciso un sacco di roba, il più delle volte delle cose abbastanza trascurabili ok, ma quei pochi (3 o al massimo 5) dischi sono roba molto interessante... come The Headless Children e The Crimson Idol, o Still Not Black Enough; uno meglio dell'altro secondo me. Gli W.A.S.P. nascono da un'idea di Blackie Lawless, tutt'altro che uno scemo maniaco con una voglia matta di scoparsi tutto il genere umano ma, un validio polistrumentista che conosce regole di marketing e pubblicità, e le cui tecniche vengono ovviamente utilizzate per promuovere la sua nuova band. Dal '76 all'82 infatti Blackie ha suonato in un'altra band, i Circus Circus in cui negli stessi anni collaborava anche Nikki Sixx, bassista dei Motley Crue. Gli W.A.S.P. sono anche famosi per aver rovinato un tour mondiale molto importante a causa di una furiosa rissa con un'altra band ben più storica. A causa di accesi contrasti infatti i Motorhead, che condividevano con Blackie Lawless e compagni le platee di mezzo mondo in questo tour del 1997, le cose andarono in vacca e la leggenda narra di una scazzotata tra Lemmy e Blackie ma nessuno dei due ha mai confermato e tantomeno i vari roadie e membri delle due band si sono mai sbilanciati in conferme o negazioni. Tutto questo non ha mai ovviamente ottenuto riscontri ufficiali neanche dalla stampa, ma oramai fa parte del folklore che regna attorno agli W.A.S.P. che si sono guadagnati (a diritto o meno) il titolo di band più oltraggiosa del pianeta (recita l'apertura della raccolta Live... In The Raw: "Long Beach Arena, they have returned (...) the most outrageous band in the world... W.A.S.P.").


Questa raccolta di concerti in giro per gli States mette in evidenza il talento e l'attitudine live della band, secondo me superiore alle registrazioni in studio poiché, lasciandosi andare alla forma spettacolo più che a concentrarsi solo sull'aspetto musicale, è stata in grado di dare al pubblico un "servizio completo". A mio avviso resta una delle raccolte live più belle degli anni '80, assieme al Rhandy Roads Tribute dello stesso anno e al Live After Death degli Iron Maiden uscito nel 1985. Dal vivo sono sempre stati più che oltraggiosi, estremamente casinisti, pro-violenza e fastidiosamente splatter. Per esempio: in occasione del Monsters Of Rock 1987, a Donington, in cui si esibivano Cinderella, Metallica, Bon Jovi, Anthrax, Dio, si rivelarono dei gran rompicoglioni e animali da palco. Fu raggiunto l'apice negativo dello spettacolo -con rabbia delle band più importanti- quando decisero che una donna seminuda e crocefissa sul palco andasse prima stuprata e poi sgozzata. Ovviamente la cosa fece scalpore e il manager di Bon Jovi e i due management di Metallica e Anthrax si rifiutarono di fargli fare tutto lo show previsto, per paura che accentrasse troppo l'attenzione su una band di secondo piano innanzitutto, ma anche per evitare che la gente incominciasse a scappare via prima che le band principali prendessero gli strumenti in mano (infatti gli W.A.S.P. erano solo i secondi in ordine dopo Cinderella). Blackie si limitò a fingere stupro e omicidio, lasciando da parte il gran finale... cioè, il grind finale, che prevedeva che la tipa appena uccisa uscisse da una specie di armadio o scatola enorme rotolando per terra; Blackie l'avrebbe dunque sollevata, cacciata nuovamente dentro, a forza e, premuto un pulsante, sarebbe uscita dilaniata in mille pezzi sanguinolenti sopra le teste del pubblico delle prime file... non riuscirono mai a portare questo spettacolo sul palco tranne che nel 1997 (ma sempre in minima parte senza il finale splatter); è l'anno in cui suonarono a Milano, al Rainbow (io c'ero); fece davvero impressione... stuprò una suora crocefissa con un pugnale al posto del cazzo, avvitato tramite il manico sul guscio anteriore di un perizoma chiodato in finta pelle... lanciò un maialino sul palco... ricordo alcuni articoli infamanti degli animalisti ma anche della stampa musicale. A me piacque quello show, fu una botta incredibile e se ci ripenso adesso mi fa davvero strano che abbiano potuto eseguire uno show del genere in Italia, paese sempre bigotto su certe cose. La band è anche molto famosa per il cambio radicale delle scenografie e della loro filosofia di intrattenimento live a seguito dell'uscita del disco The Headless Children. Praticamente annullarono ogni forma di violenza gratutita a sfondo sessuale o spettacolini splatter, uno dei messaggi più famosi lanciati da Blackie all'inizio del tour di Headless Children fu "La musica è forte - il messaggio chiaro". Si diedero quindi alla comunicazione d'effetto. Sul palco, enormi video proponevano immagini e filmati di atrocità scatenate dei partiti assolutisti, di Hitler, Stalin, Ho Chi Min, violenze di gruppo che in quegli anni cominciavano a venir fuori (le gang giovanili eredità di Arancia Meccanica), le violenze del KKK, gioventù bruciate da droghe e alcool etc. e il messaggio sembra che avesse raggiunto l'intento di Blackie: scatenare ancora una volta l'opinione pubblica e degli aficionados al gruppo. Purtroppo però, con gli anni sono uscite decine di band che dissimulavano attitudine da palco come gli W.A.S.P. non avendo però nessuna chanche di poterne equiparare il talento. Hanno quindi, queste nuove band, contribuito ad alzare la soglia di originalità proponendo spettacoli simili a quelli degli W.A.S.P. e questi ultimi persero lo status di dominatori originali. Cercarono negli anni a seguire, di proporre qualcosa di diverso ma, per scarsità di idee e interessi commerciali che avevano spostato l'attenzione del pubblico su altri tipi di mercato all'interno del metal, fu veramente difficile trovare e mettere in pratica qualcosa di seriamente allettante per il pubblico. E' certamente con un po' nostalgia che ogni tanto mi ascolto il vinile Live... In The Raw o lo splendido The Crimson Idol, in cui Blackie Lawless, particolarmente sensibile e introspettivo, racconta della sua vita e del rapporto con i genitori, la storia e la curva gaussiana della sua vita, ormai in vertiginoso declino non a causa di anni passati all'insegna del vizio (tutt'altro!) ma per ormai aridità di idee, mancanza di originalità in un mondo che corre troppo in fretta -soprattutto il musicale- e da manager non più interessati... un vero peccato. L'importante, è aver avuto la fortuna di poter apprezzare la loro musica.


mercoledì 28 aprile 2010

ROADBURN FESTIVAL 2010 - DAY ONE CONTINUED

... quindi dove ero rimasto?

Ancestors - Green Room - 16.15 - 17.15










il loro sound, dal vivo rispecchia piuttosto fedelmente il suonato su disco, ma li ho trovati un po' più pallosi; pezzi di 15-20 minuti, se non hanno dinamicità o variazioni di ritmo, alla fine stancano il cazzo. Bisognava forse che improvisassero un po' di più, ma mi sono comunque piaciuti nell'insieme, e il video psichedelico alle loro spalle ha certamente aggiunto del valore alla scena.
Nonostante su disco mi piacciano, e dal vivo alla fine non li considero negativamente, me ne sono andato dopo 20 minuti, cioè dopo un pezzo e mezzo...
Subito dopo, sul main stage avrebbe suonato la mitica, la divina, la glaciale: Jarboe (" a'ndo stà??!" - cit.). Però francamente, con tutta la green happiness che avevo in corpo, andarmi a far prendere male da uno spettacolo di Jarboe non è che m'andasse proprio a genio... e quindi con gli amici siamo andati al Midi Theatre a vedere un gruppo che mi è rimasto impresso in modo indelebile. All'inizio non sapevo manco chi fossero se non che hanno lo stesso nome di un gruppo svedese di black metal di qualche anno fa; si chiamano Shining, come la luccicanza di Stephen King ripresa da Stanley Kubrick, però più folli, più contorti e certamente più brillanti.

SHINING - Midi Theatre - 17.30 - 18.30


















Superato il primo impatto sonoro (devastante) e cercato, poi trovato, pertugi melodici in cui rifugiarsi nel frattempo che ci si abitua alle melodie oblique e inframezzate da stacchi di puro jazz, anche se molto distorto, devo dire che mi sono piaciuti moltissimo e sono uno dei 5 gruppi che mi hanno emozionato di più. Pezzi come Fisheye, dall'incipit quasi dance e brutale al tempo stesso, o come la magnus opus Blackjazz Deathtrance (una pseudo strumentale davvero incredibile e apparentemente nata da un'improvvisazione), danno proprio la giusta idea di cosa sia Shining: del jazz velocissimo e storto, accostato a suoni e attitudine black metal e suonato con una sensibilità e presenza scenica da veri professionisti. Un po' come se un giorno i Converge più incazzati si mettessero a suonare roba tipo Jaga Jazzist o John Zorn... Soprattutto Jørgen Munkeby (voce, sax, flauto, tastiere, chitarre, eccheccazzo... fai tutto tu?!) dà l'idea di un vero musicista di professione che si è imbarcato nel "metal" estremo arrivando da un mondo un po' più, come dire... d'etichetta. Ma forse è una mia idea, una considerazione a valle del fatto che durante il soundcheck sul palco trasmetteva appunto questa immagine di grande professionista, preciso, metodico, alla ricerca della perfezione in ogni dettaglio, prima di dare inizio alla decostruzione e distruzione sonora. Alla fine è un gruppo che suona da 10 anni e ha sulle spalle mi pare 5 dischi (non faccio il figo che conosco tutti i gruppi, dopo averli visti mi sono documentato) di cui l'ultimo è appunto Black Jazz. Hai voglia alcuni spiritosi sotto palco a chiamare le canzoni dei Kiss... (non ho ancora capito perché). La risposta arriva puntuale e sarcastica: "siamo troppo giovani per conoscere i Kiss, e i Kiss non ci interessano. Ci piace il jazz però, e il metal. Lo volete sentire un po' di jazz... ?" e via a bomba (atomica) su improvvisazioni a bruciapelo che rasentano la follia. Ma il pezzo forte arriva alla fine (e di cui posterò un video appena riesco ad avere il tempo e la pazienza di aspettare l'upload). Una versione apocalittica e geniale, secondo me molto valida dunque, di 21st Century Schizoid Man dei King Crimson, ma suonata più lenta, quasi fosse un pezzo doom: il sax urla e i bassi raschiano il sottosuolo e fanno vibrare le pareti dello stomaco. La voce è ovviamente un rabbioso screaming perfettamente bilanciato con il resto dei suoni, ci va a nozze, e la sezione intermedia della canzone fa spiccare una cifra stilistica degna di band ben più blasonate. Di questa canzone esistono un'infinità di cover suonate da band più o meno famose (personalmente ricordo e apprezzo le versioni di Voivod, Ozzy Osbourne, Flower Travellin' Band, Entombed... ) ma questa finora è la mia preferita. Bravissimi! Peccato che non mi sono fatto prendere dalla tentazione e non ho comprato il vinile, ma per questo c'è ancora tempo...

YOB - Main Stage - 18.45 - 19.45


Degli Yob non ho foto, non ne ho scattata una perché mi hanno sdraiato con la loro psichedelia da acido e distorsioni al limite del comprensibile. Canzoni con strutture melodiche interessanti, tipico del doom psichedelico, lunghissime e con momenti catartici per tutti (sia per chi suona, che per chi ascolta). Molto appassionato il pubblico che però non mi sembra numerosissimo ma, considerato il genere, la "sottanza" in cui ti getta e il fatto che al Midi Theatre suonassero gli Earthless praticamente in contemporanea, forse era del tutto normale. Comunque mi sono piaciuti parecchio, ma come per gli Ancestors, ho avuto quella sensazione di noia, diciamo così, che non mi ha permesso di resistere a lungo in platea. Infatti dopo pochi minuti (una mezz'ora scarsa), sono partito alla volta del Midi Theatre da solo per andarmi a vedere gli Earthless. Gli altri mi avrebbero raggiunto a breve.


Earthless - Midi Theatre - 19.00 - 20.00

Anche agli Earthless non ho scattato una singola foto. Ero troppo preso dalla loro esibizione, ma forse iniziavo anche a sentire un po' di stanchezza unita ad una fame da cavernicolo; alla fine erano quasi 24 ore che non chiudevo occhio, se non quelle due orette scarse in auto dalle 3 alle 5 di mattina... ma per il Mètal questo ed altro ancora: nella mia testa per queste cose ho ancora diciott'anni... ma è il fisico che mi fotte! Ormai non è più abituato a questi ritmi e l'età che avanza si sente. Comunque dicevo? Ah, sì, Earthless... che gruppone!! Allora, per chi non li conosce sono la solita band di heavy rock psichedelico strumentale fra le tante che fa canzoni troppo lunghe. Ma chi li ascolta da un po', come me, e li apprezza, sa che non è così. Sanno unire sapientemente blues, psichedelia, heavy metal, rockandroll tradizionale con una tecnica invidiabile e una dose di umiltà e considerazione dell'opinione del pubblico che secondo me pochi gruppi oggigiorno possono vantare. Ringraziano, fanno inchini, mantengono un profilo basso da musicisti puri che suonano per vera e trascinante passione e non (solo) per spettacolo o per accaparrarsi le simpatie del pubblico; il loro genere non glielo consentirebbe in ogni caso, con dischi di 3 pezzi da 25 minuti l'uno è tutto un programma. Il sound è chiaro, cristallino; la pulizia dei passaggi è imbarazzante, sembra di ascoltare un loro disco... non sbagliano un colpo e la gente sotto palco è letteralmente impazzita di gioia. Anche ai miei due compagni di ventura è piaciuto molto il concerto degli Earthless ma non so ancora come si posiziona nella loro classifica personale. Io in quel momento della serata non lo so ancora, ma alla fine della 3 giorni si piazzano al 2° posto di tutti i gruppi visti al Road(s)burn. Ovviamente gli ho comprato 2 vinili (Rhythms From A Cosmic Sky e un EP con vinile colorato blu trasparente di cui ignoro il titolo, edizione limitata 300 copie) che si aggiungono al vinile del Live At Roadburn del 2008. Lo so, sono un ragazzino. Ma voi cos'avreste fatto?! Stronzi...
EYEHATEGOD - Main Stage - 20.10 - 21.10

























Dopo gli Earthless non c'è neanche il tempo di farsi un bòlasino, si hanno 10 minuti scarsi per correre al Main Stage dello 013 (il circuito principale) per andare a vedere uno dei gruppi grazie al quale e per colpa del quale io e la maggior parte dei coetanei appassionati di metal siamo creciuti così. Si tratta forse della band più controversa, estrema, autolesionista, pessimista ed eroinomane che sia mai apparsa nel Sud degli Stati Uniti e in tutto il genere definito Sludge. Hanno suonato tutti i pezzi più storici, tutti incazzati neri, sembrano dei pischelli di 25 anni e invece passano abbondantemente i 40, si sono schizzati in vena ettolitri di eroina, fumato quintali di erba e bevuto camion di whiskey, ma sono ancora lì: forti come una montagna, potenti come un terremoto, emozionanti come solo una band di sofferente sludge sa essere. Mike Williams è sofferente sul palco, ma non perché non ce la fa, piuttosto perché è nella parte, lui "sente" lo sludge e io soffro con e per lui. Jimmy Bower "Power" (batteria nei Corrosion Of Conformity e collaborazioni varie) è alla chitarra e io sono un bambino alle elementari che vede la figa per la prima volta... non che non l'abbia mai visto da vivo, Bower Power, è solo che non avevo mai visto gli EYEHATEGOD e quindi di conseguenza la formazione originale mi riporta a 20 anni fa... lacrime e sorrisi, gioia e dolore, sangue e merda...

Onestamente, dopo gli EHG visti a valle degli Earthless che hanno seguìto gli Yob che erano dopo gli Shining, avevo una gayna superdotata che andava in qualche modo smorzata o soffocata... sennò rischiavo di farmi una sega in corridoio tra la Green Room e la Bat Cave. Quindi saluto gli altri due che si andavano a vedere gli Enslaved, che a me non interessano; decido infatti di riposarmi un po' con il finale dei Mouth Of The Architect in Green Room (in programma tra le 20.45 e le 21.45) e il soundcheck di Monarch, sempre in Green Room dalle 22.15 alle 23.15. Mi è sembrata una band di pseudo black metal sperimentale e molto psichedelico, con una cantante donna che più che cantare mi sembrava boccheggiare... mi han fatto cagare e un po' di gayna me l'hanno smorzata. Vado però lo stesso al Grass Company a procurarmi del prodotto da noi illegale e fumarmelo con gran piacere e gioia nel cuore mentre torno verso lo 013, poichè di lì a qualche minuto avrebbero suonato uno dei miei gruppi preferiti di sempre, i GOATSNAKE!

GOATSNAKE - Main Stage - 23.15 - 00.30

Dei Goatsnake non ho scattato una cazzo di foto perché ero stonatissimo, sarebbero venute tutte male e poi ero deciso a seguirmi bene il concerto perché le loro canzoni mi sono sempre piaciute, tutte. Mister Greg Anderson suonava una chitarra con una distorsione tale da sembrare una turbina di un aereo amplificata da un Sunn Amp sparato a 11 su una scala di 10, oppure una grossa presa per il culo perché copriva un sacco di altra roba. La voce, perfetta e limpida, di Pete Stahl invece spicca chiaramente e si sente molto bene. Lui è felicissimo, padrone del palco, e vestito in un modo che non c'entra un cazzo con niente, nè coll'ambiente di cui fa parte (e di cui ha fatto parte della storia), nè con la musica che suonano i Goatsnake (una voce pulita e limpida, intonata e potente, nel doom americano?! naa... e invece ci è sempre stata alla grande!). Si presenta con pantaloni larghi e comodi, di un marrone scuro, maglia girocollo e giubbotto in pelle marrone tipo Schott, e scarpe in tinta, berretto tipo scoppola sul cranio pelato. Mi pare avesse anche degli occhiali da sole ma non ci giurerei... Comunque suonano tutto ciò che il pubblico conosce maggiormente: Innocent, Mower, Easy Greasy, Prayer For A Dying, Flower Of Disease, El Coyote, A Truckload Of Mama's Muffins... tutti suonati alla stragrande, cantati benissimo e il pubblico in visibilio ha salutato quasi commosso. Io ero davvero appezzi, le 2 ore scarse di sonno ormai mi avevano afferrato per il cervello che non ragionava più, e a stento mi sono reso conto che ormai la serata stava per finire... Ci sarebbero stati altri due gruppi che m'interessava di vedere. Uno era Firebird, però visti al Magnolia mesi fa e quindi ricordo ancora fresco, e poi non è che mi facciano impazzire. L'altro Samsara Blues Experiment, mai sentiti prima e quindi molto propenso a vederli. Ma anche gli altri erano distrutti e qualche ora di sonno ci avrebbe certamente fornito quella carica necessaria ad affrontare il giorno successivo che, apparentemente sembrava faticoso, ma invece poi...

mercoledì 21 aprile 2010

ROADBURN FESTIVAL 2010 - DAY ONE

ROADBURN 2010
Chi si spara il Roadburn Festival per la prima volta vive un'esperienza simile a quella di un bambino delle elementari che viene portato in gita fuori città: indimenticabile (almeno per me, sono indimenticabili entrambe le esperienze). Io ho appunto visto il Roadburn per la prima volta. Non è detto che sia l'ultima ma non so ancora quando sarà la prossima.
La sera prima, serata MacelloMagnolia con la cricca di SoloMacello, si vedono i Karma To Burn al Magnolia che poi suoneranno anche al Roadburn. Finito il concerto SoloMacello mette un po' di musica e poi si va verso Orio al Serio in uno stato sognante e un po' traballante per la stanchezza.

Parcheggiamo in un punto da cui è possibile raggiungere velocemente i gates e dopo averne acceso e fumato uno bello grosso, ci si addormenta sui sedili alla brutt'addio. Per me è facilissimo addormentarmi, ho una grande capacità di isolamento nel torpore cerebrale. Gli altri due faticano un po'... uno ha sete e non trova l'acqua (infatti ce l'ho io), l'altro invece si sveglia di soprassalto in una specie di flashback dal sonno: aveva gli svarioni e non riusciva a restare addormentato (questa non l'avevo mai sentita ma mi è sembrata credibile).

La mattina, o meglio due ore dopo, ci si sveglia come ci fosse passato sopra un camion di sabbia, facendo anche retromarcia. Siamo LEGGERMENTE assonnati ma sappiamo che il Roadburn è sempre più vicino e che le possibilità saranno infinite; non sappiamo ancora ovviamente nulla di quanto sta per accadere nel resto dell'Europa e del mondo intero quindi siamo tranquilli, sereni e spensierati appunto come dei bambini che vanno in gita: pronti a divertirsi!
Il volo è ovviamente zeppo di giovani intraprendenti che puntano verso l'Olanda. In questo periodo dell'anno forse Eindhoven registra più ingressi di Schipol Amsterdam proprio per via del Roadburn, ma non sono le statistiche aeroportuali ad interessarci. Perlomeno T. è più interessato (ma farei meglio a scrivere disturbato, o distratto, interferito) dalla voce sgradevole e insistente di un idiota seduto davanti a lui che non solo non sta zitto un secondo e parla ad alta voce ma dice e racconta cose senza senso, frivole e sceme. Mi sa che era la prima volta che prendeva l'aereo. L. invece sembra più interessato dalla tipa che gli siede di fianco, una bella biondina... non gli ho mai chiesto spiegazioni perché l'ho dimenticata appena ho chiuso gli occhi per dormire.

Atterraggio: ovvii e sprecati gli applausi dei passeggeri italiani, com'è ovvia la voce dello stronzo scemo che commenta ogni cosa, anche il vento che soffia da nord e s'insinua gelido sotto le magliette forse troppo leggere. Noi non ci facciamo intimorire di certo, siamo dei metallari e anche se io sono un po' sottopeso, il freddo a queste condizioni non mi tange minimamente. Ma ho fame, e un sonno devastante.

Ci rechiamo verso i bus, ne pigliamo uno che va in centro e poi ci dirigiamo verso l'albergo a piedi. Sembra una bella giornata, c'è un bel fresco nordico temperato dal sole caldo ma all'ombra le mie braccia sembrano pelle di gallina, con puntini minuscoli che indicano che il mio fisico non è abituato alle primavere del nord Europa. Intanto comincio a guardarmi attorno con gli occhi da sveglio, e mi accorgo che la città non mi piace per niente. Pulita è pulita, ordinata lo è di certo; ma c'è qualcosa che me la fa sembrare finta, preconfezionata, costruita un po' troppo a tavolino con le sue casette a schiera tutte uguali con giardinetti identici dalle piante di forme somiglianti e dai colori però sgargianti e allegri. Tutto il resto è marrone (tetti spioventi delle case), marroncino o rosso terracotta (i mattoncini dei muri delle case), grigio o bianco (i telai delle finestre, grandissime per attirare tanta luce, e di alcune case in legno), blu intenso (il cielo), verde e un'infinità di colori (i prati e i giardini costellati di fiori e bulbi dalle tonalità accese e intense)... Ma mi fa cacare lo stesso, mi spiace; io sono per città come Barcellona, Milano, Roma, Parigi, Madrid, Amsterdam... Posti che hanno qualche angolo sporco, vissuto, qualche pisciata sui muri, mozziconi di sigaretta in un vaso. Sbadatezze, distrazioni o maleducazioni umane che rendono vive le nostre città.

Dopo queste considerazioni DAVVERO utili - che comunque mi sembra di aver tenuto per me, non ricordo... -, finalmente arriviamo alla stazione dei treni di Eindhoven, da cui a piedi raggiungiamo facilmente il nostro albergo. Si trova in una zona decentrata ma comunque vicinissima al centro, un po' come se io affittassi una stanza sui Navigli di Milano: in centro ci arrivi in 5 minuti a piedi. Solo che lì devi stare attento alle biciclette, come ad Amsterdam, e alle gnocche che bevono birra mentre vanno in bici in minigonna e contromano ("la donna perfetta" - cit.) e ai negri biruotati.
Chiediamo della stanza, soprattutto se è possibile fare un early check in e avere la stanza prima delle 3, visto che il Roadburn inizia alle 4.30 e prima vorremmo riprenderci un attimo, per non pagare lo scotto di arrivare a sera tardi in stato frantumato e non capire un cazzo di quello che succede sul palco. Che poi alla fine accadrà esattamente questo (non capiremo un cazzo), ma noi non lo sappiamo ancora; o almeno, io non lo so ancora...

Ovviamente (ce lo aspettavamo) la stanza a quell'ora non ce la possono dare: le teste di cazzo che la occupano non si sono ancora sciolte dai coglioni. Potremmo scioglierli noi nell'acido e liberare la stanza, disinfettandola anche, ma è troppo laborioso quindi decidiamo di farci un giro per cercare di mangiare qualcosa e poi tornare in stanza. Infatti finalmente alle 2 decidono che è il caso di darcela, visto che i vegliardi occupanti si sono levati di torno.

Dopo una doccia davvero rapida in cui mi lesso un piede 'che non m'aspettavo un'acqua a temperatura ustionante raggiunta in appena un paio di secondi, ci prepariamo e andiamo in stazione per raggiungere Tilburg e prendere posto all'evento musicale (per noi) dell'anno.

A QUESTO PUNTO IL ROADBURN FESTIVAL 2010 HA UFFICIALMENTE INIZIO!

Tilburg è molto carina, meglio di Eindhoven e il fatto che ci sia il Roadburn credo aiuti, ma a me sembra migliore. Dalla stazione 5 minuti a piedi e si raggiunge, nell'ordine:
1. The Grass Company dove si fanno ottimi acquisti che da noi sono illegali
2. Il palazzetto dove si tiene il Roadburn
3. La Gayna Totale
Infatti il programma che ci viene consegnato è tutto un programma


Primo gruppo è sul Main Stage, dove ci posizioniamo comodi in platea, nella parte alta del teatro.

KYLESA - Main Stage











Secondo gruppo che ci spariamo in direttissima nemmeno il tempo di pisciare

ANCESTORS - Green Room











Però ora mi son rotto il cazzo di scrivere... riprendo a breve...

lunedì 12 aprile 2010

-3

SIENA ROOT - Kaleidoscope
Etichetta: Nasoni Records
Anno: 2006
Luogo: Stoccolma (Svezia)
Genere: heavy rock psichedelico
Se ti piace: Southfork, Graveyard, Grand Magus, Spiritual Beggars...




Scndl

WWW

A tre giorni dal fottuto Roadburn in Olanda, ascolto solo band di heavy rock psichedelico. Oggi mi ha stupito e colpito questa: Siena Root. Per due motivi; il primo il nome: che cazzo avrà da chiamarsi, una band svedese, col nome di una città italiana con cui Stoccolma non ha niente a che fare se non l'iniziale della parola? Due: il genere è smaccatamente anni '70, una copia elegante e groovy dei Led Zeppelin e dei Deep Purple, con meno fronzoli e più fraseggi, più giri blues e begli assoli. Anzi mi ha colpito un'altra cosa: cantante sconosciuta, voce incredibile e presenza interessante (vedere il video al Roadburn nel 2007 o il live del Blues 276 a Rockpalast, miscredenti).

Video live al Roadburn 2007

Live at Rockpalast, Blues 276

mercoledì 10 marzo 2010

UPGRADE FROM VER-RM/1.0 TO VER-RM/2.0

RADIO MOSCOW - s/t
Etichetta: Alive Records
Anno: 2007
Luogo: USA, Stati centrali
Genere: hard blues / psichedelia / jamming session
Se ti piace: Blue Cheer / Mountain / Hawkwind / Fleetwood Mac / The Allman Brothers Band


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Il primo LP di Radio Moscow può essere descritto così: bluesy, heavy, melodico, intenso e sudato. Vederli improvvisare dal vivo alla serata MacelloMagnolia (video numero 1) è stata un'esperienza, anche se erano di apertura ai maestosi White Hills che con la psichedelia e le jamming session di mezz'ora sul palco ci si fanno in vena. Radio Moscow è trascinamento, groove, suoni poderosi senza sconfinare nella distorsione cieca, assoli unici e intensi anche se sembrano già sentiti, ma probabilmente questa sensazione è dovuta dal fatto che sembrano sputati fuori dagli anni '70 e sin da subito abbiano avuto chiaro come si usano gli strumenti di oggi...

Commenti alla serata MacelloMagnolia White Hills + Radio Moscow


RADIO MOSCOW - Brain Cycles
Etichetta: Alive Records
Anno: 2009
Luogo: USA, Stati centrali
Genere: hard blues / psichedelia / jamming session

Se ti piace: Blue Cheer / Mountain / Hawkwind / Fleetwood Mac / The Allman Brothers Band


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Sembra di ascoltare, in molti punti del disco, degli spezzoni di Sunshine of your love o quella roba degli anni '70 che piaceva tanto ad alcuni dei nostri genitori (perlomeno a quelli più svegli). Appesantita dai suoni di oggi, certo. Più intensa per gli assoli strepitosi che riescono a tirar fuori, sicuramente. Ma dietro tutto questo ci sono passione per la musica degli anni '70 e per il blues.
Il secondo disco dei Radio Moscow è potenzialmente un successone, ma credo che molti snobberanno questo LP per andarsi a pigliare qualche stronzata che il negozio di fiducia propina per arrivare a fine mese.

SVEZIA IMBOTTITA DI BOLAS


DUNGEN - Ta Det Lugnt
Etichetta: Memphis Industries
Anno: 2005
Genere: rock psichedelico / jamming session / seventies folk

Se ti piace: Pink Floyd, Radio Moscow, White Hills, Southfork, Led Zeppelin, 13th Floor Elevator



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Ne avevo già parlato qui, di questa band molto interessante proveniente da Vastergotland, Svezia. Il precedente a "4" mi è arrivato per vie traverse, andando a cercare sul web possibili evoluzioni del gruppo e invece sono caduto nel loro passato.
Il lavoro è superbo, cristallino, rotondo e godibilissimo in momenti di puro relax. Come fosse una medicina.
Anche qui è presente molta psichedelia, invadente come in "4" ma sempre digeribile e attentamente studiata per essere appropriata al contesto. Mai fuori tema dunque.
Io questo gruppo prima o poi devo riuscire a vederlo dal vivo...

giovedì 4 febbraio 2010