Visualizzazione post con etichetta Maximum Volume Yelds Maximum Results. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Maximum Volume Yelds Maximum Results. Mostra tutti i post

giovedì 28 giugno 2012

SOLO MACELLO FEST - 26/6/12 @ Magnolia

Benvenuti alla serata che omaggia il metal più intenso, coraggioso, irriwerente (con la W perché ce la mette tutta!) e rumoroso che ci sia. Il Solo Macello Fest, 3a edizione del precedentemente conosciuto festival MiODI (in più che ovvia contrapposizione al MiAMI), si è rivelato una consacrazione: della grande capacità organizzativa, della conoscenza (meglio: cultura musicale!) dei più "infrattati" stili e band, della fantasia e della voglia di divertirsi. Queste qualità ancora contraddistiguono la "nostra gente"; è quella che ama la musica in convivialità, con la gioia di starci dentro (alla scena) ma sempre restando voce fuori dal coro. Nessun'altra mossa o decisione potrebbe riuscire insensata o sbagliata come quella di non essere andati al SM Fest perchè "non conoscevo tutte le band" o "gli organizzatori non sono famosi" o (peggio) "non c'è neanche una pausa tra uno stage e l'altro". Premesso che le motivazioni le ho sentite / lette tutte e tre, mi rendo anche conto che alla fine bisogna fare i conti con le ragnatele nel portafogli, ma per 15 stramaledettissimi € cosa andate cercando in più?
La terza motivazione è la più fuori di testa, oltre che la più frequente.


I primi che ascolto sono i Tons - http://tonsband.com/ - realtà torinese molto interessante, partorita dall'unione post-smembramento di tre band hardcore torinesi cui è stata sapientemente aggiunta una gran dose di ingredienti dello sludge più intenso e sofferente che ricorda molto da vicino gli Iron Monkey, e atmosfere tormentate e cupe del doom inglese. On stage sono capaci di attirare l'attenzione, tenere la scena, e forse addirittura intimidire formazioni più blasonate. Perché? Sono naturali, senza fronzoli (eredità dell'HC), onesti e umili. Imparare da loro è il primo passo per una formazione vincente.

I Big Business - http://bigbigbusiness.com/ - li seguo da lontano, dissetandomi con birra e spulciando dischi nei banchetti, numerosi e forniti di succose novità e delizie del passato. L'effetto dei BB è comunque quello di sempre: un caterpillar che senti avvicinarsi sempre di più e sai che non c'è scampo. Ma li ho già visti 2 o 3 volte, posso dedicarmi ad altro, tanto il frastuono copre anche le turbine dei jet di Linate; li sento da ovunque.

Johnny Mox - http://johnnymox.blogspot.it/ - va seguito: la curiosità che suscita ogni volta che si esibisce si trasforma in stupore per la capacità di catturare l'attenzione con messaggi lanciati al megafono, suoni meccanici ed elettronici, batteria, voce urlata, cantata, sbraitata... E' lampante l'impegno profuso nel cercare qualità nella diversità, con una naturalezza quasi fosse una sua condizione d'essere: è proporre nuove situazioni, seppur legate a quel tipo di musica o (nuovamente, meglio forse) proposta musicale, che identifichi in uno strano derivato dell'hardcore ed unito a dell'elettronica sperimentale. Sul palco sembrano in 10, eppure è uno solo! Bravo davvero!

E' il momento dei Gandhi's Gunn - http://www.gandhisgunn.com/ - gruppo genovese di Metal! Sì, con la "M". Se già il primo disco "Thirtyeahs" mi aveva fatto saltare sulla sedia, il secondo "The Longer The Beard, The Harder The Sound" (uno dei titoli più belli di questo e dello scorso anno) mi ha letteralmente travolto. Bravi sono bravi, lo sappiamo già. In più sono dei bravi ragazzi umili, con la testa sulle spalle e piedi per terra, che sanno tenere la scena. Appunto la scena: granitici, uniti, calpestanti e potenti, il basso di Massimo "Dale P." Perasso  incede senza timori o indugi e trascina i ritmi stoner/doom verso apici urlanti di distorsione dell'unica chitarra (Francesco "Scazzi" Raimondi". La voce di Hobo (Giacomo Boeddu) è potente e calibrata e la batteria di Andrea Tabbi De Bernardi è perfetta, sembra un mammut che calpesta qualcosa, o qualcuno. In un'arena che è tutta per loro, i ragazzi sotto palco sono scatenati, coinvolti, storditi e felici: niente di meglio come risposta, immagino. Stanno diventando una delle realtà italiane più potenti apprezzate anche all'estero; tutto questo ci (gli) fa onore. Ancora di più il fatto che dopo il concerto si scherza e si ride insieme, si fanno due chiacchiere, ci si compra dei vinili al loro stand di dischi... il vero concetto di festival, anzi... di festa della musica potente!

Qui un video della loro performance a cura di Impatto Sonoro

Ma ora c'è da prepararsi. Mi salto a piedi pari Dead Neanderthals e Mombu, perché voglio vedere ancora una volta gli Unsane.
Gli Unsane - http://www.facebook.com/UNSANENYC - sono una delle realtà noise più importanti degli ultimi... boh, vent'anni? Può essere. Comunque sia, sono strafighi, dal vivo spaccano e hanno un frastuono ed un'energia che dilania. Le orecchie non me le sento più, la testa non sta mai ferma, i bassi ti entrano dalla pancia... "Scrape", "Committed", "No Chance" dall'ultimo disco Wreck, "Alleged" con il suo stupendo intro di basso e armonica a bocca, sono solo alcune delle perle che ogni volta Chris Spencer, Dave Curran e Vinnie Signorelli ci regalano. Alcune note penso si siano appollaiate sulle ali di qualche jet in transito, facendo preoccupare i viaggiatori. La prossima volta non salire sull'aereo mentre suonano gli Unsane.

Qui il video della loro performance a cura di Impatto Sonoro

E' il turno delle ultime due band. In ordine, Napalm Death e Grime.

I Napalm Death - http://www.napalmdeath.org/ - non hanno bisogno di presentazioni: sono i Napalm Death, punto. Li ho già visti una dozzina di volte, la prima nel 1991 al Gods Of Grind a Roma con Carcass e Cathedral, e ho un amore smisurato per questa band e i contenuti delle loro canzoni mi emozionano e interessano sempre. Purtroppo questa sera non mi dicono assolutamente nulla, non mi piacciono i suoni e non mi vanno già alcuni pezzi, però Mark "Greenway" Barney dice sempre la sua e le sue dichiarazioni in apertura dei pezzi, chiariscono o pongono interrogativi su alcune situazioni complicate del nostro mondo, e di cui i testi delle canzoni parlano. Chiariamoci: non è il Phil Anselmo del grind, quello che dice è sempre estremamente interessante e non spara cazzate aspettando di provocare reazioni. E' semplicemente un grande personaggio e un bravissimo frontman. Certo che però Shane Embury è sempre più brutto...

In chiusura di serata, attorno alla medianoche, si fanno notare i Grime - http://grime666.bandcamp.com/album/self-titled - realtà tutta italiana di sludge e doom che pesca a piene mani da Church Of Misery, Electric Wizard, Black Breath e altri. Raffinati e ignoranti allo stesso tempo, il terreno e i timpani tremano, un po' per la paura, un po' per il frastuono. Ma la qualità dell'esibizione è superba e molti arrivano alla spicciolata, ancora mentre i Napalm Death suonano. Una domanda mi è sorta spontanea: venivano via dai Napalm Death per merito dei Grime, o per colpa dei Napalm Death? Ovviamente è una domanda provocatoria, immagino nessuna delle due opzioni sia valida, ma intanto c'era un bel pubblico a farsi sfasciare la testa e credo di non essere affatto l'unico ad ammettere che -forse- la loro esibizione sia stata una delle migliori della serata (con Tons, Gandhi's Gunn e Unsane).
Non ci sono purtroppo video disponibili per i Grime, ma qualche foto può dare un'idea.


Non c'è molto altro da dire, o scrivere, o raccontare, se non che rimarrà certamente un gran bel ricordo di una delle situazioni più rilassate, divertenti, conviviali e positive che ho vissuto nella musica in quasi quasi 25 anni di frequentazione. Credo che lo stesso sentimento sia condiviso dalla maggior parte dei frequentatori. So per certo che Solo Macello è strafelice per il risultato e ci dovrà far sapere se la gayna superdotata che tiene ancora a stento nelle mutande è poi esplosa impenitentemente.

giovedì 7 ottobre 2010











SPIRITUALIZED
Ladies And Gentlemen We're Floating In Space

Anno: 1997
Etichetta: Dedicated Records
Genere: space rock / new psychedelia


Da qui si scende il disco

Il terzo disco della band inglese space rock per eccellenza può essere considerato un must. Questo moderno stile di musica in verità si sviluppò nei tardi anni '70 con gruppi come gli Hawkwind per esempio, grazie all'intromissione di tastiere elettroniche ed effetti computerizzati nel complesso di strumenti tipicamente rock come chitarre, basso, batteria... Gli Spiritualized però, 20 anni dopo, hanno capito la lezione e affinato la tecnica, "regalando" ai posteri un disco che per struttura, composizione delle canzoni e contesto artistico (e molto altro ancora), è uno dei migliori dischi rock degli ultimi 15 anni. Fenomenali i loro concerti, con presenze sul palco di fiati, strumenti a corda, pianoforti e tastiere, coriste ed effetti di luce strepitosi.La presentazione della confezione, peraltro, è di una genialità con pochi eguali: praticamente è una scatoletta di plastica lucida come quelle delle medicine che si comprano in farmacia. Dentro ci sono 4 confezioni da 3 CD l'una (ma mini CD), confezionati come fossero pasticche giganti. Ovviamente le indicazioni sono a tema, come se il booklet all'interno della confezione fosse il classico "bugiardino" delle medicine, con tanto di istruzioni di somministrazione, precauzioni, effetti collaterali, dosaggi, frequenza della somministrazione, tenere lontano dalla portata dei bambini, specifico per le cure di sintomi quali depressione, tristezza, caos mentale, stress.Il titolo è preso da un racconto di filosofia di Jostein Gaarder intitolata Sophie's World, da una frase in particolare "Only philosophers embark on this perilous expedition to the outermost reaches of language and existence. Some of them fall off, but others cling on desperately and yell at the people nestling deep in the snug softness, stuffing themselves with delicious food and drink. 'Ladies and Gentlemen,' they yell, 'we are floating in space!' But none of the people down there care." Solo i filosofi si imbarcano in questa pericolosa spedizione verso i più estremi confini del linguaggio e dell'esistenza. Alcuni di loro abbandonano, ma altri si arrampicano disperatamente e urlano alla gente che si annida profondamente in una morbida comodità, imbottendosi di bevande e buon cibo. 'Signore e signori', gridano, 'noi stiamo volteggiando nello spazio!' ma a nessuno laggiù interessa".





lunedì 10 maggio 2010

CI VUOLE UNA FOTTUTA RIVOLUZIONE!!!

Ieri, giornata di merda, piovosa, nuvolosa, ventosa, porcodiosa...
Quindi ci voleva un disco da rivoluzione, di quelli potenti che ti risvegliano dentro e che ti rimescolano il sangue ogni volta.

La rivoluzione è dentro di noi

martedì 2 febbraio 2010

MILIONI DI MORTI TRA UN PO'

TORTOISE - Millions Now Living Will Never Die
Etichetta: Thrill Jockey
Anno: 1996
Luogo:
Genere: post rock
Se ti piace: Isis, Tristeza, Mogwai...



Se non lo scendi sei un pazzo

Il post rock dei Tortoise è una ficata. Il post rock dei Tortoise esplora territori in cui pochissime altre band hanno osato avventurarsi (una ripetitività di melodie e di giri che a volte sfiora la psichedelia). Il post rock dei Tortoise forse non vende come quello degli Isis, più bravi a catturare l'attenzione con melodie molto raffinate e suoni davvero pieni e corposi, ma ha influenzato molte band. Tuttora, queste godono di un successo enorme, relativamente parlando, ma evitano il discorso e di conseguenza il pagamento del giusto tributo, buttando dentro i loro dischi influenze più estreme. Ma alla fine, sempre e comunque di Tortoise si tratta.

mercoledì 13 gennaio 2010

NEW WAVE OF FUCKING SLUDGE

IRON MONKEY - s/t

Etichetta/Anno: Union Mill (1995) / Earache (ristampa 1996)
Luogo: Nottingham, UK
Componenti: Justin Greaves (batteria, ex-Bradworthy, ex-Borknagar, oggi Electric Wizard e Crippled Black Phoenix + superprogetto Teeth Of Lions Rule The Divine), Johnny Morrow (voce - morto), Jim Rushby (chitarra), Steve Watson (chitarra, ex-Cerebral Fix) and Doug Dalziel (Bass, ex-Ironside).
Genere: sludge
Se ti piace: Eyehategod, Down, Crowbar
Scarica Iron Monkey
Iron Monkey non è solo un nome (IL nome) per lo sludge degli anni '90 che definì un nuovo standard per la musica estrema e ruggente, graffiante. Iron Monkey è un simbolo. Chiamatelo autolesionismo, autodistruzione, rabbia, dolore, sofferenza, sfortuna, malattia (il fottuto diabete di Johnny Morrow, scomparso nel 2002 e a cui decine di band hanno dedicato negli anni dischi o tributi)... Fate come volete, ma questa è la band che più di tutte (forse a pari merito con gli americani Eyehategod) hanno concretizzato il concetto di (auto)distruzione sonora e musicale. Hanno scritto canzoni talmente semplici eppure talmente potenti da far tremare i ponti, e vacillare la credibilità di musicisti più blasonati. Hanno in parte rivoluzionato il concetto di musica pesante rivoltandolo come un calzino usato. Hanno inciso solo due dischi, questo e Our Problem, ancora più pettinato (che posterò dopo). In più hanno uno split con Church Of Misery su Man's Ruin, abbastanza introvabile e un live di pezzi rari del 2003 intitolato (a ragione) Ruined By Idiots, su Maniac Beast Records




mercoledì 9 dicembre 2009

DOPPIA PENETRAZIONE

Sono stato a Barcellona, negli ultimi 6 giorni. Per la ventunesima volta nella mia vita sono stato in una delle città più belle del mondo e dove con tutta probabilità sceglierei di andare a vivere, alla pari con Madrid.
E, ovviamente, come tutti gli altri tossici (you know who you are), sono andato a cercare un buon spacciatore di vinili, in una di quelle vie che a Milano (e nelle città italiane tutte) manca, e che invece c'è in ogni altra merdosissima città europea. Insomma a noi manca uno schifosissimo punto di ritrovo e di sperpero di denaro con un buon fine.
Il negozio (messaggio promozionale) è Revolver Discos (segnatevelo sul cazzo, se avete abbastanza spazio) e i dischi, rivelatisi uscite discografiche e acquisti dell'anno:

OM - God Is Good
Etichetta: Drag City
Anno: 2009
Componenti: Al Cisneros (voce, basso); Emil Amos (batteria)
Se ti piace: Sleep, Orthodox, Sunn o))), Pink Floyd


Tra linee di basso profonde e cupe come l'abisso della trascendenza spirituale, e colpi di batteria ovattati e lontani come la terra coperta dalle nuvole che ci lasciamo alle spalle nel nostro viaggio, i due Om ci fanno rivivere gli incubi dei viaggiatori per la via di Damasco... ma che cazzo scrivo!? Questo è un disco della madonna e basta! Due musicisti, di cui uno è il "cantante": una specie di santone che si fuma di tutto e poi se la racconta, se la canta e se la viaggia in solitaria. Immaginatevi Set The Control For The Heart Of The Sun dei Pink Floyd mescolato con abientazioni à la Sunn o))) e tematiche degli Sleep (ovvio). La qualità audio fa rizzare i peli dietro il collo, e la testa gira forte sul crescendo intenso di Thebe pezzo maestro dell'intero album. Il flauto in Meditation Is The Practice Of Death ricorda da molto vicino quello in apertura del disco Forest Of Equilibrium dei Cathedral, tanto per farsi capire. Ovviamente il vinile è talmente bello che è quasi un dispiacere doverlo spacchettare... Se non lo comprate siete cattolici.

ORTHODOX - Sentencia
Etichetta: Alone
Anno: 2009
Componenti: Marco Serrato Gallardo; Ricardo Jimenez Gómezù; Borja Diaz Vera
Se ti piace: Sunn o))), Sleep, John Zorn, Om
Eccolo, l'acquisto e disco dell'anno satanae 2009. Un cazzo di monumento al doom ortodosso e alla ricerca della cupezza e profondità sonora.
Scordatevi delle chitarre elettriche. Dimenticatevi degli effetti psichedelici. Eliminate dalle vostre menti la concezione che, per fare doom, bisogna usare strumenti metal ed elettrificati. Qui ci sono strumenti "mai sentiti prima", nel senso che il metal a volte fa male (e parecchio) anche se suonato con strumenti che potrebbero andar bene, chessò, per il jazz strumentale e free come quello di John Zorn o Coltrane; per intenderci, quello che spiazza. Solo che la sensazione principale, iniziale, è di un attanagliamento alle viscere quasi doloroso.
L'apripista Marcha De La Santa Sangre (i titoli in spagnolo m'arrazzano sempre parecchio, hanno quell'arcana religiosità che s'insinua dentro) sembra un pezzo di Morricone, di quelli in cui nel bel mezzo del deserto infuocato e tra gli effetti della fata Morgana, dopo un milione di km attraversati a piedi e con la gola in fiamme, intravedi la salvezza in un convento di missionari bianco come la neve. Invece è l'inizio della fine perché Ascensiòn, subito dopo, è la summa di un viaggio onirico e spaventoso. Gli incubi colpiscono in modo trasversale, subdolo, come le melodie: batteria, pianoforte, tromba, e molto altri, compiono divagazioni ora melodiche, ora destrutturate, ora jazzistiche. La voce, tremante e monocorde, è tetra, chiara, netta, tagliente come un rasoio.
Tutto è totalmente NERO.

lunedì 26 ottobre 2009

NEL PAESE DEI PARADOSSI

CHROME HOOF - Pre-Empitive False Rapture

Etichetta Tritone Records / Rise Above Records / Southern Lord
Anno 2007
Luogo Londra, UK
Genere sperimentale






Componenti
Leo Smee - Bass/Vocals/Synth/Percussion

Milo Smee - Drums/Synth/Percussion
Emmett Elvin - Keyboards/Synth/Sampler
Andy "Mister" Custard - Guitar/Percussion
Kavus Torabi - Guitar
Emma Sullivan - Trumpet/Vocals/Keyboard/Percussion
Chloe Herington - Bassoon/Saxophone/Percussion
Sarah Anderson - Violin
Lola Olafisoye - Vocals
Tim Bowen - Cello

Lo so cosa state pensando. Che gente vestita così non può fare musica seria... ovviamente vi sbagliate, come sempre aggiungo io. I Chrome Hoof sono un'invenzione di Leo Smee (Cathedral, Firebird) e di suo fratello Milo. Hanno chiamato un po' di gente (seria) e detto di sguinzagliare la fantasia pescando a piene mani dal background musicale di ognuno di loro. Essendo in dieci, ne è venuto fuori qualcosa di colossale e mostruoso, con una complessità e una stratificazione di strumenti davvero impressionante. Si pensi ai Tool mescolati con i Funkadelic. Oppure a Sun Ra e i Sunn o))). Oppure ai Cathedral con John Zorn. Insomma il messaggio è chiaro: spiazzare. A me fanno semplicemente impazzire, per come schizzano dal funk al metal, anche doom, passando per territori molto pericolosi come la dance music che è roba molto semplice all'apparenza... questo ti frega quando vuoi integrare il genere a qualcosa di fondamentalmente diverso. Penso che ci siano poche parole per descrivere la loro musica, ma immaginatevi una cantante soul con una voce davvero bella, altalenare su frequenze medio-basse e alte che si dimenano con prepotenza tra ritmiche percussive e ossessive con fiati funk e chitarre metal. Gente seria insomma. E i pezzi più forti: "Pronoid", "Circus 9000", "Symbolik 180 Degrees".







giovedì 22 ottobre 2009

RAVJUNK - Pettinerie svedesi, strajamming sessions, delicatessen, psycho lullabies, John Mayall e varie ed eventuali

RAVJUNK - Uppsala Stadshotell Brinner

Luogo: Uppsala, Svezia
Anno: 2007, riedizione dell'originale del 1977
Etichetta:
Genere: rock and roll, blues, jam sessions, punk

Scaricalo







Le cose che m'arrazzano di questo disco sono due:
1. un lupo in copertina
2. il tono scazzato e strilloso di tutti i pezzi, compresi i blues ignoranti
Si inizia subito con una chiara dichiarazione di intenti: Sherry, Vermouth, Vin & Öl. Ecco fatto. Tutti sbronzi sin dall'inizio, ovviamente aggiungo io.
La title track è una improvvisazione di solo per chitarra su un giro di basso piuttosto voluttuoso e ripetitivo, quasi ossessivo, ma ritmico e piacevole.
Säg Mig Andersson è secondo me un pezzo fortissimo. E mi dovete dire chi l'ha scritto, suonato per la prima volta e il titolo originale. Vi dò un indizio, pezzenti che non siete altro:
è di qualche decennio fa, di uno dei più grandi bluesmen ora ultrasettantenne.
Naturbarn è una bonus track, una specie di suite che spazia dal blues al rock ruvido e distorto fino ad incursioni abbastanza frequenti nel punk degli anni '70. Quello che mi fa sbrodolare però è l'assolo infinito che parte sin dall'inizio, è una roba assolutamente geniale e perfetta nel contesto improvvisazione.
Le tracce davvero lunghe sono 4, tutte oltre i 10 minuti, una (Naturbarn) di oltre 20. Una mazzata solo loro, ma si ascoltano con mucho gusto.
Ma io voglio vedere se qualcuno mi riconosce di chi è il bluesaccio che qui è marcissimo!

venerdì 28 agosto 2009

WITCHCULT IN ITALY

Nessuno che si dichiari amante del doom e del dark rock con influenze sabbatiane può permettersi di non avere neanche un disco degli Electric Wizard. Pentitevi e punitevi se non siete già in coda alla cassa di un negozio di dischi metal o se su CD Universe non avete già speso un patrimonio per accaparrarvi le decine di collaborazioni, EP, LP, (ovviamente vinili) che hanno registrato.

A parte il fatto che sono una delle band più fighe in assoluto nel campo del doom, ed una delle più anziane, hanno anche una delle chitarriste più belle e affascinanti che il mondo della musica ricordi. Chi non la pensa così è frocio.

Comunque

ELECTRIC WIZARD @ UNWOUND CLUB - Padova
4 Settembre alle 20.00

Stavolta chi non viene è frocio sul serio e lo faremo impalare da croci rovesciate. Esecutore della tortura non sarà neanche Liz Buckingham, ma Jus Oborn
Un po' di foto e un video per farvi battere in testa dalla gayna




martedì 28 luglio 2009

MAAA SENTI QUESTA QUI CHE BELLA!!

IL TEATRO DEGLI ORRORI - Dell'Impero Delle Tenebre
Etichetta / Anno: La Tempesta / 2007
Genere: noise / post-hardcore / punk
Componenti: Pierpaolo Capovilla, voce / Giulio Favero, basso / Francesco Valente, batteria / Gionata Mirai, chitarre
Se ti piacciono: Neurosis, Big Black, One Dimensional Man, Jesus Lizzard, Melvins, punk e indie in genere, suoni ruvidi e scarnificati in particolare e dalle liriche impegnate e introspettive.

Website; MySpace
Scendilo

Mesi e mesi ad ascoltarli e innamorarmi di loro.

Speravo molto che una band italiana al primo disco (benché i suoi componenti siano già noti nel panorama di musica d'avanguardia italiano ed europeo con i One Dimensional Man), potesse sfornare un gioiello dalla singolare personalità e dall'accattivante struttura e melodia
La voce di Pierpaolo Capovilla è stupenda perché rabbiosa e pulita, perfettamente amalgamata nella sua chiarezza con l'infrastruttura noise à la Big Black e post-hardcore dei Neurosis. Le melodie, per quanto inizialmente sembrino storte, sono invece un delizioso benessere per le orecchie, sia per la loro struttura appunto coinvolgente e ritmica, non facilmente apprezzabile dal primo ascolto, e sia per i suoni profondi, rotondi dei bassi e taglienti, spigolosi, contundenti ed esplosivi delle chitarre a cura di Gionata Mirai, secondo me un autentico genio. Un mix deflagrante che rende L'Impero Delle Tenebre un disco spaventosamente maturo. Le liriche, i testi, sono studiati, profondi, complessi e articolati, discorsivi e in alcuni punti il parlato è perfetto, meglio del cantato perché meglio si adatta alla struttura del disco.

giovedì 28 maggio 2009

MAI SENZA

MONSTER MAGNET - Drugs To Infinity

Etichetta / Anno - A&M Records / 1995
Genere: Heavy Rock / Psych Rock
Luogo: New Jersey, USA
Band: Joe Calandra - chitarre, basso, back vocals; Jon Kleiman - basso, percussioni, batteria, back vocals; Ed Mundell - bass, guitar, background vocals; Steve Rosenthal - Ingegnere del suono; Dave Wyndorf - organo, bass, guitar, percussion, theremin, voce, campane, mellotron e produzione artistica.




A mente stravolta e stomaco afflitto da una perenne gastrite, mi fa eco nei padiglioni acustici dopo tanti anni questo splendido disco. Il titolo dice tutto. E credo anche che sia storia vera. Vissuta. Da Dave Wyndorf, Ed Mundell & Co. Belli e da meditazione gli spazi in cui l'improvvisazione un po' bluesy regna, nonostante le distorsioni e strumenti quali mellotron, organo, campanelli vari, piatti e percussioni, in quegli anni facevano davvero uno strano effetto in un combo di musicisti dalle venature heavy rock tutto polvere, sudore, droga e sensualità melodica.
Un disco che sembra e resta infinito.
Ah! Registrato nei mitici Electric Lady Studios, di Jimi Hendrix.



Scendi-low

mercoledì 20 maggio 2009

martedì 19 maggio 2009

WH + RM = Sfascio @ Magnolia - 14.5.9

Non era prevista, non avevo voglia, non mi passava manco per l'anticamera del cervello.
Però la Zia Marty ha insistito così tanto e con argomenti così convincenti ("oh ma orcodio perchè neanche 2parole2?") che mi sono sentito quasi in obbligo. Il quasi è d'obbligo quasi quanto io sentissi che buttar giù 2righe2 fosse mandatorio. Cioè insomma... ci siamo capiti.
Le Castagne hanno aperto la serata. O erano Il Ballo delle Castagne? O la sagra? Vabbè comunque nulla di più inutile, innocuo (forse dannoso solo ai nervi), liceale in senso negativo e con talmente poca fantasia e mancanza di stile che l'urlo "BOLAS!" s'è sentito fin sopra il palco e infatti anche il gruppo ci ha seguiti, pentìti della loro performance.
Poi han suonato i Midriasi. Come sono stati? Beh noi eravamo fuori a cercare il pezzo di materia prima fondamentale alla costruzione di un bòlas che il buon sottoscritto s'era infilato in tasca e dimenticato del gesto. Quindi i poteri della Sbatta si sono impossessati di lui per una buona mezz'ora in cui bestemmie, imprecazioni e insulti al primo di passaggio stavano per delineare gli estremi della serata.
Invece la materia prima scappa fuori grazie alla saggezza della mia nuova saggia, il nuovo faro nel buio dell'ottenebramento della ragione: Giustizia. La nostra cara "tipa del Zizzè" ad un certo punto mi dice "Tranquillo Ettorone tanto quando non lo cerchi più spunta fuori come un fungo a fine estate" e infatti infilo una mano in tasca sconsolato e il figlio di puttana si fa trovare in the dark side of the pocket. Roba da farci i soldi.
Quindi si rientra carichi di "effetto Placebo" e la serata è sicuramente più interessante di prima per due buoni motivi 1. siamo sfasciati 2. suonano i Radio Moscow.
I Radio Moscow sono una band americana di heavy blues (si può dire? me ne fotto) e cioè: suonano blues, in senso lato, però con distorsioni belle toste, suoni piuttosto marci, ritmiche incalzanti e in progressione, assoli lunghi come il mio... e quindi ci stanno dentro dibbestia. Il bello è che l'effetto placebo mi restituisce il tutto molto nebbioso, ovattato, come se fossi dentro una campana di vetro. Si susseguono pezzi dal disco omonimo del 2007 fino al nuovissimo di quest'anno mi sfugge il nome non mi rompete l'anima, non posso sapere tutto, io. Sono Capitan Sbatta, mica Capitan Sottutto. Comunque davvero belli, tant'è che mi sono pigliato il vinile (rosso) che il giorno dopo già girava sul mio piatto a volume smodato.
Ovviamente un altro bòlas prima di proseguire con i White Hills è d'obbligo. Più dello scrivere ste 2righe2. Quello sempre.
I White Hills mi hanno un po' preoccupato, all'inizio. Stavo per pensare "se devo venire qui a guardare un gruppo di scassati del R'N'R suonare a volume smodato e copiare i Monster Magnet, allora voglio una tonnellata di fumo parcheggiato fuori dal locale". Invece sono strapettinati, secondo me meglio dei MM anche se pescano davvero molto, lo stile è praticamente quello di Superjudge e Powertrip. Ma il frontman è davvero spettacolare: salti, flessioni sulle ginoccchia, smorfie, geniale la faccia da sfondato e la bottiglia di vino che s'è scolato sul palco mentre suonava. Il tutto mentre ci buttava letteralmente addosso tonnellate di chitarre, accordi, soli, improvvisazioni e noi sotto a bestemmiare perché in tutto quel fare e dire e suonare e gridare non si capiva un cristo di gniente. O quasi.
I video li metto in un altro post. Ammazzatevi.
Adesso se la Zia Marty non è contenta vado da un altro, a farmi fare la scatola matrimoniale del pupazzo Voodoo.

WHITE HILLS W/RADIO MOSCOW - 14.5.9 - Magnolia

Musica Per Sfasciarsi A Dovere
14.5.9 @ Magnolia


Nota: bassista sputato dagli anni '70, maglia del chitarrista, the bouncing drummer e musica figa

Nota: faccia da distrutto del frontman, la topa della bassista o la bassista è topa, Monster Magnet ovunque e musica come la bassista ma un po' più distrutta

giovedì 14 maggio 2009

WHITE HILLS - RADIO MOSCOW - MUSICA PER SFASCIARSI A DOVERE

QUESTA SERA GIOVEDI 14 MAGGIO
MACELLO MAGNOLIA presenta:
WHITE HILLS + RADIO MOSCOW
in apertura MIDRIASI (live) e IL BALLO DELLE CASTAGNE (live)
A seguire Solomacello DJ Set con la miglior musica per allucinazioni

giovedì 23 aprile 2009

FEMININE DOOM

JEX THOTH - s/t
Etichetta / Anno: I Hate Records / 2009
Luogo: San Francisco, CA
Genere: Doom/Dark Rock '70/Psychedelia
LIYL: Witchcraft, Reverend Bizarre, Cathedral, Black Sabbath.




Website : Myspace


Il doom è una musica femminile: depressione, sbatte mentali, picchi di trascendenza della ragione (si chiamano “picchi ormonali”). Il doom è il destino di ogni donna e ogni donna che si rispetti dovrebbe cantare in una band doom dal sulfureo sapore di anni '70 e satanic dark rock.
Questa Jex Thoth (di battesimo?) dev'essere una forza sensuale della musica oscura, perché canta in un modo che va all'unisono con la crescita vertiginosa dell'ansia creata dalla sua musica.
Spero che a Lee Dorrian questo disco sia arrivato e se lo stia godendo. E anche agli Electric Wizard.
Le atmosfere tipiche dei Black Sabbath si rivivono forti e vivide nelle quattro tracce chiamate Equinox Suite A) B) C) e D) con alternanze di doom, dark rock e psichedelia.
Un disco del crepuscolo, per godersi il buio non totale leggermente scaldato da quella poca luce che non è il sole, ma una fiamma sulla torcia satanica del rock al sapor di zolfo.

giovedì 16 aprile 2009

ISIS THE NEW

ISIS - Wavering Radiant

Etichetta / Anno - Ipecac / 2009
Luogo - Boston, USA
Se ti piacciono - Cult Of Luna, Mogwai, Red Sparowes, Tortoise, Tristeza







Website - MySpace

Gli ISIS son tornati ed è dura. Dura per tutti. Per loro che devono ancora dimostrare chi detta legge nel post-rock, dura per noi che dobbiamo aspettare anni per sentire l'ennesima copia di qualcosa di già sentito. Celestial, Oceanic, Panopticon... tutti dischi immensi e spettacolari, con suoni profondi e larghi, accordi semplici ed efficacissimi, tutto sempre perfetto. In The Absence Of Truth, dopo Panopticon, segnava un po' un cambiamento, quasi fossero dei cloni di Mogwai e compagnia. Ci piacevano anche così, ma Wavering Radiant torna sui precedenti stili e abbiamo gli Isis migliori che si potesse avere in questo momento, perché non è più il 2001 di Oceanic e nel post-rock pseudo-strumentale (liriche talmente in minima parte che si può considerare musica strumentale) le cartucce migliori sono già state sparate. La qualità va mantenuta alta e la fatica è tanta. Personalmente mi convince e il vinile me lo piglio, ma le aspettative erano altre. Forse però è un problema mio.

giovedì 26 marzo 2009

IDOLO

UFOMAMMUT - Idolum
Etichetta / Anno: Supernatural Cat / 2008
Genere: Psych / Doom / Heavy Rock
Luogo: Italia

Website : : MySpace



Scenditi il disco


Dal profondo nord tutto nebbia e freddo (e quindi, Mètal) giunge con qualche mese di ritardo (per voi pezzenti perché io cell'ho già in vinile da tempo) il gioiello che corona gli Ufomammut come re indiscussi della celebrazione della morte neurologica delle vostre sinapsi. In poche parole, un disco che sconquassa il cervello, ve lo shekera e ve lo rigira come un calzettone, sporco e che odora di muffa di piedi. Perché qua non si accarezza la pancia ai pipistrelli della provincia nord di Milano, ma si ascolta musica sempre e comunque più figa di quella che potrebbe passarvi la vostra (pezzente) radio di fiducia. E anche se lo facesse, sarebbe per sbaglio o per scherzo.
Mai scherzare col metal.

mercoledì 18 febbraio 2009

DA STRAPPARSI VIA LA FACCIA

WOLVES IN THE THRONE ROOM - Malevolent Grain (ep)

Etichetta / Anno: Southern Lord / 2009
Formato: solo in vinile picture disc
Genere: Ambient Black Metal



Website : MySpace : Scarica





Siccome alla serata MacelloMagnolia me lo sono pigliato in vinile, l'ho voluto anche in mp3 per sciogliermi le orecchie anche quando sono fuori casa. Un loop risonante di chitarra, un breve e semplice giro di accordi all'apparenza banali, che si ripete all'infinito in un crescendo di frastuono ronzante ed elettrico, con la voce di Jamie che s'insinua tra le righe e penetra insistente. Ormai i Lupi li conoscono in tanti nell'ambiente, quindi inutile soffermarsi sui soliti scemi discorsi se sono satanisti, nichilisti, nazisti o semplicemente dei musicisti parecchio intelligenti e dalla vocazione introspettiva, ambientalisti maniacali con la passione della vita nei boschi. Mi soffermo invece sul fatto che questo EP è da strapparsi via la pelle della faccia.

martedì 27 gennaio 2009

A CANNONE!

ANCESTORS - Neptune With Fire


Luogo: Los Angeles, California
Genere: heavy rock & sludge
Simili a: Kyuss, Mammatus, Solace, Astroqueen, Black Sabbath








Gruppo americano dal sound europeo, assoli lunghi un'era, chitarre pesanti una tonnellata, suoni distorti fino a slabbrare le note e accordi massicci e potenti, in progressione. I giri di chitarra come a chiudere un cerchio melodico di una lunghezza tale che, se fosse misurabile in distanza sarebbe di migliaia di chilometri. Due i pezzi, un quarto d'ora l'uno e neanche un secondo di noia, un basso che incalza e affonda il colpo mentre piazzata bella al centro e al di sopra di tutto, la voce filtrata urla qualcosa di incomprensibile e di trascurabile, che la tira solo un po' più del dovuto ma nessun problema perché lascia grandissimo spazio a degli assoli strepitosi per feeling, melodia e nostalgici del blues.