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lunedì 28 giugno 2010

VUOI UN MORSO?

VENOMOUS CONCEPT
Poisoned Apple
Century Media Records
Con oltre 20 anni di onorata carriera sulle spalle in band leggendarie dal veemente passato metal e hardcore (Nuclear Assault, Napalm Death, Brutal Truth... ) dai 4 miti del grindcore (Kevin Sharp, Dan Lilker, Danny Herrera, Shane Embury, in quattro fanno un secolo di musica estrema) non ci si poteva aspettare un disco migliore, praticamente azzeccato in tutto. A circa 5 anni se non di più dall'esordio con Retroactive Abortion (titolo geniale!) non è cambiato un cazzo... velocità, ruvidità, batteria impossibile da seguire e precisa al millisecondo (Danny Herrera uber alles!), testi lucidi e impegnati seppur brevissimi e tempo fermo a quello che l'hardcore dev'essere: poche seghe mentali, tanta sostanza. Niente intro, niente assoli, niente ritornelli, niente outro, niente fronzoli o clichè stupidi. Solo tanto contenuto a velocità smodata.
In tempo medio è di un minuto e mezzo a canzone: perfetto!
IYL (se ti piace): Brutal Truth / D.R.I. / hardcore americano

martedì 19 maggio 2009

WHITE HILLS W/RADIO MOSCOW - 14.5.9 - Magnolia

Musica Per Sfasciarsi A Dovere
14.5.9 @ Magnolia


Nota: bassista sputato dagli anni '70, maglia del chitarrista, the bouncing drummer e musica figa

Nota: faccia da distrutto del frontman, la topa della bassista o la bassista è topa, Monster Magnet ovunque e musica come la bassista ma un po' più distrutta

martedì 4 novembre 2008

THESE ARMS ARE SNAKES ED ETTOR1 HAN TIRATO SU DELLA GAYNA©

THESE ARMS ARE SNAKE @ SOTTOTETTO, Bologna - 30102008

File under: alcohol and jumping

File under: alcohol & dancing

A breve anche i video dei Russian Circles, band di supporto alla serata, e altri due dei TAAS quando riesco a caricarli su 'sto schifo di blogger.

mercoledì 29 ottobre 2008

SI VA

THESE ARMS ARE SNAKES - Tail Swallower And Dove
Etichetta/Anno: Suicide Squeeze / 2008
Genere: post-hardcore / indie
Luogo: Seattle, WA
Band: Steve Snere (voce/synth), Chris Common (batteria), Brian Cook (basso), Ryan Frederiksen (chitarre)
LIYL: Converge, Botch, Big Business, Baroness,



Website - MySpace

THESE ARMS ARE SNAKES c/Russian Circles in concerto
Quando: Giovedì 30 Ottobre alle 20.30
Dove: al SOTTO TETTO
In che città: Bologna

Si va!

venerdì 19 settembre 2008

NUDO CON LE MANI IN TASCA

25 SETTEMBRE 2008
MELVINS
@
Music Drome, Milano, 20:30

e siccome siamo generosi, il giorno prima (24/9) al Bronson di Ravenna

è anche venerdì: un omaggio a tutti i pezzenti con le pezze al culo che non comprano dischi



venerdì 12 settembre 2008

30 OTTOBRE SOTTO UN TETTO

THESE ARMS ARE SNAKES - Tail Swallower And Dove
Etichetta/Anno: Suicide Squeeze / 2008
Genere: post-hardcore
Luogo: Seattle, WA
Band: Steve Snere (voce/synth), Chris Common (batteria), Brian Cook (basso), Ryan Frederiksen (chitarre)
LIYL: Converge, Botch, Big Business, Baroness

Website - MySpace

Ho già detto più volte cosa penso dei TAAS e cioè che sono una delle band più interessanti e innovative degli ultimi 5 anni e che suonano una musica incredibile, coinvolgente, aggressiva e nervosa ma melodica e perdio la trovo anche parecchio sexy! In più, cosa non meno importante, hanno un'aria strafiga ma soprattutto, dal vivo fanno un macello del cristo e coinvolgono il pubblico come pochi altri.

Giovedì 30 Ottobre ore 20.30 @ SOTTO TETTO - Bologna
THESE ARMS ARE SNAKES c/Russian Circles

Mancarli sarebbe proprio da poveri stronzi.

lunedì 25 agosto 2008

END OF TRANSMISSION

La fine delle vacanze, quest'anno con la V, è coincisa con l'evento (finora) dell'anno.

Senigallia (AN) 23.8.2008 - Mamamia
L'Apocalisse sonora e musicale che incontra una ridente cittadina sul mare, spensietara meta turistica di chi cerca relax, divertimento e vita da spiaggia, è sempre un evento a cui bisogna assistere. Soprattutto se l'Apocalisse, al battesimo, figura come Neurosis.

Arriviamo quando suonano A Storm Of Light, supergruppo formato da alcuni appartenenti alle più interessanti formazioni di questi anni, cioè Neurosis, Red Sparowes, Satanized... ma noi arriviamo alla fine dell'ultimo pezzo e siccome siamo in estate, col caldo i neuroni non fanno troppo bene il loro mestiere. Pensiamo, infatti, si tratti di un inedito dei Neurosis e quindi di essere giunti alla fine dello show. Non dico che ci vogliamo suicidare sul posto, però pensieri molto cattivi ce li abbiamo...

Poi ci si accorge dell'errore e sale la gayna.

Il Mamamia è un bel posto all'aperto, con molti spazi dedicati alla musica, ma soprattutto abbiamo ora la possibilità di vedere i Neurosis sotto le stelle e con l'atteggiamento di chi-la-sa-lunga perché li ha già visti a Londra il 18 Dicembre 2004, entriamo e ci diamo subito un tono, insomma si fa gli spacconi. Niente di più sbagliato: affrontare un concerto dei Neurosis senza prepararsi psicologicamente agli assalti cerebrali e nevrotici, può diventare una sofferenza mentale; star dietro a così tanti stimoli (luminosi, sonori, musicali, verbali) che ci vengono spediti dal palco durante i primi 15-20 minuti di spettacolo, può essere davvero faticoso.

Suonano quasi tutto l'ultimo album Given To The Rising, inziando con la title track, insomma dall'inizio... Due cose mi colpiscono da subito: la qualità audio e l'impatto sonoro, caratteristiche non sempre presenti a questi livelli in uno show all'aperto di -tutto sommato- dimensioni medio-piccole, ma loro sono anche dei notevoli tecnici del suono oltre che musicisti, e piuttosto pignoli. Avevo infatti notato che, poco prima di iniziare, Steve Von Till, Graham, Scott Kelly e gli altri stavano curando personalmente la sistemazione della strumentazione e degli effetti sul palco, nonché i suoni e tutto il resto. Questo vuol dire diverse cose e cioè 1. accuratezza nei preparativi 2. qualità dello spettacolo garantita 3. rischi di malfunzionamenti e risoluzione dei problemi a cura dei diretti interessati.

Si procede con Fear And Sickness, spaventosa, con lupi che rincorrono e divorano le prede tra fiamme nere, corvi in agguato in volo circolare tra nuvoloni gonfi di elettricità, bianco e nero in sfumature opprimenti e contrasti sonico-luminosi snervanti. L'arte dei Neurosis è qualcosa che va oltre la normale concezione di "musica"; ti fa stringere i denti, a volte può essere liberatoria, altre un vero disagio. Certamente dal vivo, i video sull'enorme telo alle spalle del palco rendono il tutto molto diverso dall'ascolto su disco, eliminando l'immaginario che uno si crea tra le mura di casa e trasmettendo invece la reale interpretazione degli autori: nevrosi pura, un'apocalisse in acido, i Pink Floyd come sarebbero oggi se volessero far paura sul serio (mi viene in mente a come potrebbe essere un Live At Pompeii eseguito in stile Neurosis, tra l'altro il video preferito di Steve Von Till... ).

Tutto non è, però, così perfetto: i pezzi nuovi sono troppi, e i vecchi assenti; solo due brevi escursioni nel recentissimo passato con Left To Wonder da The Eye Of Every Storm e Stones From The Sky da A Sun That Never Sets, sempre magnifica, questa volta rallentata; il video che la rappresenta è uno dei più belli che mi siano mai capitati di vedere. L'amaro lasciato in bocca dall'assenza di classici immensi come Times Of Grace, Souls At Zero e Through Silver In Blood si sopporta appena, quasi come quella piccola macchia aspra e pungente nascosta in un frutto succoso e maturo.

Le "pietre dal cielo" portano inevitabilmente la fine e anche se le luci "normali" si accendono e i Neurosis smontano, lo stravolgimento neurale prosegue per qualche lunghissimo minuto ancora: ci si sente spiazzati, un po' angosciati, spaesati, quasi dislocati, le immagini che ancora vorticano violente nella testa e le vibrazioni vanno mano nella mano con le dissonanze, magnetiche, che richiamano inevitabilmente ad una musica e ad una fisicità inscindibili, a suoni nel loro insieme percepiti e ascoltati con tutto il corpo.
All'uscita faccio un giro per riprendermi e, a mente un po' più lucida, scorgo da lontano il tour bus dei Neurosis. Lo aggiro anche se non cerco nessuno in particolare, solo mi faccio due passi perché ho notato del movimento là dietro. Non vedo nulla di particolarmente interessante, tranne che sentire un frusciare dietro una siepe sul retro del palco, coperto dal carrello trasportato dall'enorme bus. C'è Steve Von Till che si fa una bionda (nel senso che si beve una birra... ). Graham è con lui ed entrambi sembrano soddisfatti e raggianti. Un roadie parecchio incazzato e brutto come la morte sta bestemmiando perché secondo lui qualcuno -dice- li ha fatti smettere di suonare prima; io penso che potrebbe essere, forse la disco music a partire dalla mezzanotte-e-un-po' attira più gente dei Neurosis... soprattutto di Sabato sera.

Mi avvicino a Steve, faccio il vago, chiedo scusa per il disturbo e cerco di non comportarmi come un fan. Ma non ho una penna per farmi firmare i poster cazzo! Devo chiedergliela e fare la figura del pezzente scroccone... il roadie incazzoso addirittura si sbatte per trovarmela e con Steve replica la parte di Pulp Fiction in cui Vincent Vega ha bisogno di "un cazzo di pennarello, una penna con la punta molto grossa!!". Alla fine mi firma i due poster usando una simbologia che vagamente mi ricorda quella dei Pellerossa, marcando la foto in b/n del suo volto. Sembra di buon umore, chiacchiera senza problemi e siamo io e lui soli (Graham sparisce quasi subito); gli stringo la mano, grande show, a Londra avete suonato 3 ore e stasera poco meno di una e mezza ma sempre impressionanti e sentiti fin dentro il cuore... si parla dei Pink Floyd e del Live At Pompeii che avrei goduto a vederlo fatto da loro, del loro modo di approcciare ai live, della sua famiglia e della gita al mare, di quando e dove ci si beccherà alla prossima e del fatto che, oggi, restano uno dei pochissimi gruppi che rientrano in svariati e molto differenti generi musicali, ma ancora puri, unici e inimitabili.

giovedì 12 giugno 2008

CHE TE LO DICO AFFA'!

SoloTeenChtulhu.

Dopo tanto dire, fare, scaricare dischi un po' ambient, un po' dub, un po' rock-fighetti e un po' scelleratamente (quasi) dance, mi ritrovo sempre al cospetto di chi comanda sul serio con del metal impenitente e massacrante.

giovedì 22 maggio 2008

SI VA

Domattina
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KLM ROYAL DUTCH AIRLI - KL 1630
FRI 23MAY MILAN IT AMSTERDAM NL 0930 1120
MALPENSA SCHIPHOL

mercoledì 23 aprile 2008

DOWN THERE

Ci sono band e band. Quella di ieri sera, Martedì 22 Aprile, è una di quelle che quando suonano live ti cancellano tutti i dubbi, ti consolidano le certezze e ti pigliano a calci nel culo senza farsi troppi problemi. Se lo scalino degli anta è già passato, e per un paio di loro anche da un pezzo, l'affezione e la qualità sono l'essenza della presenza allo spettacolo, stare lì per esserci e non per far casino e basta; qua c'è l'anima, il rock quello vero, che affonda le radici nel blues e nel southern, quello che senti dentro quando le prime note vengono sputate dagli amplificatori (impressionanti) e per il quale 13 anni di passione travolgente (in "soli" 3 dischi) vengono su dallo stomaco e si piantano in gola con un turbinio di emozioni, le prime delle quali sono felicità e passione, appunto.



















3 Suns And 1 Stars, Lifer, Underneath Everything, Temptation Wings, Lyergic Funeral Procession, On March The Saints, Never Try, Beneath The Tides, Learn From This Mistake, New Orleans Is A Dying Whore, Stone The Crows, Bury Me In Smoke... travolgenti, pieni, profondi ed eseguiti col cuore in mano, col sudore che corre sulla schiena e tra i capelli appiccicati alla fronte, con la fatica che ti spezza il fiato e ti apre il petto in due, le braccia che spingono, i piedi che fanno male e la gola che brucia, sigarette, birra, Whole Lotta Love, Black Sabbath, DOWN.