lunedì 24 settembre 2007

GUERRILLA WEEKEND

Un weekend da guerriero, un fine settimana davvero impressionante per quanto riguarda sveglie, pranzi al volo, cene arrangiate, appuntamenti saltati per buon cuore di gente che si fa i cazzi suoi fino all'ultimo secondo, nonostante gli espliciti inviti, e che ti dice all'ultimo decimo di secondo che "oh non posso venire perché ho già preso appuntamento per un'altra cosa" (e dirmelo prima vaccamadonna? ora con tutta quella roba da mangiare ci vado avanti un mese... )
Passeggiare in centro a Milano con tutta quella gnocca e tutte quelle facce da stronzi non è proprio possibile, poi.

In ogni caso, Feltrinelli ha sempre delle grand'occasioni, ammesso che uno abbia l'occhio sveglio e la mano veloce per non farsi fottere sotto il naso.

Una band mai sentita prima, O'Death.
Non so cosa m'ha preso, forse sono state le descrizioni/recensioni tagliate e copiate da mille riviste e appiccicate sulla copertura di plastica ad avermi incuriosito: folk, punk, roots, dark country... All'inizio pensavo "ma questi chi vogliono coglionare?" e poi come cazzo si fa a mescolare roba così diametralmente diversa?
Cioè io cercavo di crearmi un'immagine sonora in testa che c'azzeccasse qualcosa ma, non riuscivo proprio a figurarmi una musica così appezzi! Effettivamente è folk a modo suo, con strumenti acustici ed etnici e le melodie strambe tipo filastrocche à la Tom Waits; è punk alla sua maniera con le accelerazioni improvvise di chitarre scarnificate e voce roca e grezza, un po' come può capitare di sentire in un disco di Tom Waits come Mule Variations, per esempio (e si torna ancora su Waits perché talvolta è molto più vicino al punk di quanto non lo sia al folk); è country come gli pare nel senso che autori leggendari come Johnny Cash, Pete Seeger, Crosby e Nash, emergono prepotenti nelle liriche ma soprattutto in alcune sfumature, che sottolineano i cambi di sonorità. Ma la cosa che mi fa arrazzare di più è che il disco l'ho comprato praticamente a scatola chiusa, senza avere idea dichiccazzofossero questi O'Death...

Comunque in tutto il disco c'è molto più Tom Waits di quanto non si possa immaginare, praticamente sembra Tom che canta con la voce -sana- di un ventenne un po' acido verso il mondo su chitarre ruvide, grezze, ritmiche e percussioni in bilico tra musica popolare americana e punk senza fronzoli. E la cosa non mi disturba affatto.

Quando saremo vecchi ci ricorderemo di un grande autore del passato -Tom Waits- e di una band di "ragazzini" che hanno saputo ricalcare le sue orme a modo loro, azzeccandoci in pieno.


venerdì 21 settembre 2007

VOLEVO DIRE...

... che Only A Suggestion di Hermano (primo LP, del 2002) è veramente un gran rockeggiare e fare sì con la testa e poi "NOO!!" e poi "SII!!"... è proprio bellalì.

Qua il sito ufficiale con un sacco di pettinerie tra cui, da scendere, un sei o sette mp3, un video, articoli, interviste e several stuff.

Ora so che possa sembrare una sbatta andarsi a leggere le cose su internet, dove si scrivono solo stronzate (cit.). Infatti è così, e io che non c'ho voglia copio&pasto il link...

Questa è The Bottle, versione live.



e volevo anche dire che queste sono le date del tour, e guardaunpo' c'è anche casa nostra...

06-nov BE Brussels VK
07-nov UK London Underworld
08-nov FR Paris Nouveau Casino
09-nov ES Bilbao Santana 27
10-nov ES Madrid Heineken
11-nov ES Barcelona Apolo
12-nov EL Athens Gagarin 205
13-nov IT Milan Transilvania Live
14-nov DE Stuttgart Rohre
15-nov DE Bielefeld Forum
16-nov DE Hamburg Logo
17-nov NL Eindhoven Effenaar
Bellalì? Bellalì!

giovedì 20 settembre 2007

TAKE IT EASY, HERMANO!

E finalmente l'ugola da me sempre amata, le corde vocali che anni fa mi fecero perdere la testa per il ruvido, sporco e polveroso heavy rock "da deserto" -ossia il mito John Garcia ex-Kyuss, Unida, Slo Burn...- e che ancora oggi ogni volta che la sento mi si scioglie tutto quanto, è tornata da me sotto nuove spoglie.

Prendi i Kyuss, dagli un tocco in più di attitudine punk da me-ne-batto-il-cazzo; accelerali un po' e consegna le bacchette ad un batterist-O-matic; aggiungi distorsioni a manetta, soprattutto chitarroni fuzzy e basso, dal suono caldo e avvolgente, ben calibrato e scarnificato; se ottieni quello spessore denso tipico di quell'acquitrino melmoso e verdognolo che trovi nelle oasi del deserto in fase avanzata di prosciugamento allora l'impasto è pronto. L'ambiente, il paesaggio attorno, dovrebbe essersi trasformato in sabbia, vento arido e caldo spaccapietre. Non è proprio melma ma se ci fai un salto ti trovi impantanato di brutto. La voce di John in questo caso è come se fuoriuscisse da una gola disidratata e infuocata dal fumo di mille sigarette, eppure sempre meravigliosa e in perfetta sintonia con la musica. Anche loro, come i Kyuss, suonano forte, spessi, portano le cellule cerebrali in viaggio per lo spazio, eppure trasmettono calma, serenità. Perché agitarsi?

Poi uno si mette anche l'anima in pace quando ha un vinile così.

martedì 18 settembre 2007

METAL MOMENTS OF AN ANAL DAY

Ti svegli mezz'ora prima che la sveglia suoni senza particolare motivo (e questa è la cosa che ti fa incazzare di più). Sai che sarà una giornata anale. Non hai avuto nemmeno il tempo di un caffè veloce, da bere rigorosamente in mutande. L'aroma del caffè che si confonde ai fumi delle macerie della cena precedente, ancora agonizzanti sul banco della cucina, è solo un sogno. La doccia che ti eri preannunciato di fare appena sveglio è andata a puttane. Ora puzzi come un cadavere congelato imbottito di droga che si sta per squagliare. E ti devi lavare nel bagno dell'ufficio. La giornata parte metal, insomma.


Retroactive Abortion lo uso per prendermi a schiaffi in faccia quando non ce la posso fare, o semplicemente vorrei riservare vortici di calci nel culo al mondo. E siccome questo è un disco che piglia a pedate nel deretano praticamente chiunque, ci sta tutto.

Buon divertimento

lunedì 17 settembre 2007

MI SENTO UNO...

STRONZO!
Stavo passeggiando in un parchetto, di ritorno da pranzo. Ascoltavo !!! (cioè CHK CHK CHK, cic cic cic), roba elettro-dance davvero pettinata che mi mette di buonumore e mi rilassa e m'arrazza anche un po'. Ogni volta che l'ascolto il cielo mi strizza l'occhiolino e non mi sento più in colpa per i peccati verso dio, o il mondo in generale. Non che io ci creda particolarmente, in queste cose. Ma comunque. Non si sa mai. La giornata volge al bello, le nuvole e la pioggia se ne sono andate affanculo e un piacevolissimo caldo torrido a braccetto con un'umidità da taiga siberiana mi fa scivolare il sudore lungo la schiena, la fronte... le ascelle sembra che abbiano appena spremuto due spugne di mare belle spesse e ripiene. Però sono felice, e tranquillo. Anche se l'ambiente attorno a me è tutto fuorchè metal, si capisce.

Dopo una ventina di metri un tizio che vedo seduto su una panchina a meditare (non so cosa faccia esattamente, sta fermo e basta, guarda il vuoto), si alza di colpo e si dirige nella mia stessa direzione, dandomi quindi le spalle. Barcolla un po', ma non molla, avanza imperterrito... finendo rovinosamente a terra! Ma non metaforicamente... cioè questo s'ammazza sul selciato proprio! In pratica, da dietro, la scena è che lui sembra inciampare, perdere l'equilibrio o qualcosa del genere. Io aspetto 2-3 secondi. Magari si rialza, penso. Invece non si muove. Lo chiamo. Niente. Mi metto a correre e lo raggiungo. Gli scrollo le spalle, magrissime e ossute, niente non si muove perdio! Lo sento mugolare, sanguina dal naso. O almeno così sembra. Lo giro. Pesa una tonnellata, come un morto avvolto in un tappeto è immobile. Inizia a mugolare, apre gli occhi: sguardo vitreo, occhio lucido. Io penso "questo s'è fumato un cannone grosso come me" (e siccome a me personalmente è accaduto più e più volte di franare al suolo dopo un crasto cannone tutto può essere). Ma nello stesso momento lo piglia un agghiacciante attacco epilettico che mi fa sprofondare nel terrore più nero, mi prende il panico, appizzo il cellulare e chiamo il 118 che arriva in 3-4 minuti. Nel frattempo lo tengo ben saldo, lo abbraccio, cerco di non fargli sbattere testa o faccia di nuovo a terra. Spero anche che non si stacchi la lingua a morsi. Poi devo frugargli nelle tasche per sapere chi cazzo è? Comunque, so che può succedere. Ma mi sento inerme, inutile, spaventato e mi viene da piangere per lui, per come soffre. Invece si calma quasi subito. L'incubo è durato pochi secondi, alla fine. Pallido come un lenzuolo tolto dal letto di morte di un poveraccio in un letto d'ospedale mi fa "grazie, grazie... io... non so come scusarmi, mi dispiace averti dato problemi ma sai, è normale, sai soffro di epilessia... tra l'altro stamattina non mi sentivo molto di venire al lavoro ma l'ho fatto lo stesso" (e bravo stronzo, così a morire d'infarto sono io eh porcodio!?!) e io "no tranquillo, calmati ora" (nella mia testa mille bestemmie di gratitudine si levano verso il cielo). Gli prendo le gambe e gliele tengo sollevate. Gli parlo e finalmente lo guardo bene: la faccia è coperta di sangue. Ne perde dal mento, dalle labbra, dal naso e da un sopracciglio spaccato in due. Deve aver dato una musata paragonabile alla faccia di un McNeeley o di un qualche altro puglile qualunque che si scontra con un treno merci a pieno carico chiamato Mike Tyson.
Alla fine gli raccolgo gli occhiali, spaccati in tre pezzi, racimolo la mia roba lasciata a terra e lo raggiungo nuovamente; nel frattempo altre persone si curano di lui, parlandogli, facendolo ridere un po'. Giocano sul clima ("eh cazzo stamattina freddo e adesso caldo... ") e alleviando un po' la tensione nervosa tangibile che crea un disagio che si taglia con la motosega, ci rilassiamo un po' tutti. Ci si fuma qualche sigaretta.

Nel frattempo l'autoambulanza è già lì. Gli specialisti lo calmano, lo visitano sommariamente e poi se lo caricano.

Tornando al lavoro mi sento svuotato, un po' triste... Soprattutto uno stronzo di prima categoria, una merda. Perché? Non mi sento certo in colpa che diamine! Per quello ce ne vuole, ne deve passare di acqua sotto i ponti prima che io mi senta colpevole di qualcosa. Però il fatto di assistere ad una cosa del genere, che ti immobilizza e ti ghiaccia il sangue nelle vene, e vedere che il soggetto affronta la questione con leggerezza qb per non farti preoccupare pià di tanto, ecco... se penso a tutte le volte che io trasformo in problema una semplice giornata storta al lavoro, o il non essere riuscito a fare un salto in un negozio di dischi o non riuscire ad andare un giorno in bici o in palestra... mi sento davvero uno stronzo.

C'è gente che convive con problemi abominevoli, enormi, che gli condizionano tutti gli stronzi giorni di questa fottuta vita e noi, che stiamo bene, in salute, magari anche economicamente stabili ci facciamo prendere da cose futili e diventiamo iniqui, meschini, egoisti ed egocentrici, menefreghisti e qualunquisti (e semmai il termine avesse avuto un significato concreto questa sarebbe stata la volta buona).

Quello che mi è successo è assolutamente perfettamente indiscutibilmente metal!
Ma non sono felice e mi è passata la voglia di metter su qualunque disco mi si presentasse nell'elenco del walkman. Cercherò di rifarmi in serata.

Per ora ascolto The Dark Side Of The Moon, in continous play, perché oggi ho vissuto il lato oscuro di una giornata solare.

venerdì 14 settembre 2007

THE WASHING-MACHINE HARDCORE

... e si scoprì che le lavatrici sono heavy metal non solo perché fatte di metallo...

Ieri pomeriggio verso le 7 ho avuto un combattimento hardcore con la mia lavatrice.

Quella puttana ha deciso di non volere più scaricare acqua dal cestello facendomi diventare matto; l'acqua usciva davvertutto (cioè veramente ovunque) e finiva davvertutto. Ovviamente manco la centrifuga ha funzionato, tutti i vestiti me li sono dovuti uscire dalla lavatrice e strizzare a mano, per poterli stendere. Siccome non m'era mai successo in 10 anni di casa (e non mi è mai passato per l'anticamera del cervello, di andare sull'Alzaia Naviglio Grande a lavare a mano come un secolo fa), ho scoperto che i panni bagnati sono davvero pesanti! E che i panni sporchi nel cesto della biancheria dopo 3 giorni puzzano più del pesce marcio.




In ogni caso faccio così: pianto nel lettore cd un bel disco-lavatrice. Napalm Death, Utopia Banished. Disco-lavatrice perché ci sono un bel po' di pezzi che quando girano creano quel rumore di sottofondo molto metallico che ricorda un cestello di una lavapanni. Quando ascoltavo il disco da ragazzo, mio padre entrava in camera e mi chiedeva "ahò ma che te sei portato la lavatrice in camera per fa' er bucato?" "no ah papà... è un disco" "levalo che se smonta le stereo e riporta la lavatrice in bagno" che voleva dire "butta quel disco nel cesso".

Time out per i ricordi; smonto la lavatrice: filtro, tubo di gomma, acqua-stop, filtro scarico acqua, elemento rotante, tutto finisce sul pavimento e quasi quasi stavo per smontare anche il motore e il cestello. Ho esistato -e abbandonato l'idea- perché incominciavano a non tornare più i conti dei pezzi che mi trovavo in mano...

Ho pulito tutto.
Nell'ordine ho trovato:

- un orecchino di mia moglie scomparso da secoli
- un biglietto da visita plasticato di un collega che lavorava con me 9 anni fa e che da 8 anni lavora e vive in Spagna
- pezzi di calzini (e finalmente ho svelato un altro mistero: perché quando ritiro i panni, dei calzini mi restava sempre solo l'elastico o la punta?)
- elastici in stoffa (leggi sopra)
- un tappo della birra (questo me lo sto ancora spiegando... )
- dei fili di cotone intrecciati all'elemento rotante e dio solo sa come ci sono finiti...

Alla fine funziona. Mi avanzano un paio di pezzi ma pare che Lei non se ne sia ancora accorta... quindi forse non servivano... chissà perché ce li hanno messi, per farmi perdere tempo? Per farmi pensare? Non mi avrete mai!!

mercoledì 12 settembre 2007

A BAND APART

Ora siamo al completo.

Dopo aver passato il mese di Agosto completamente da solo, in ufficio, a causa del disembowelment del vecchio gruppo di lavoro di cui facevo parte, mi ritrovo con una schiera di nuovi colleghi quasi tutti da conoscere.



La cosa che mi dà più soddisfazione sono i confronti sul piano extra-lavorativo. Ci sono menti e idee e gusti e passioni e interessi talmente diversi che non è possibile non appassionarsi ad una discussione alla macchina del caffè, o davanti ad un piatto di spaghetti fumanti.

C'è il torinese di Chivasso, R., il quale ha colpito subito con la sua simpatia dissacrante e tagliente; il napoletano R. che, con flemma partenopea dilagante, è in grado di affrontare discorsi piuttosto impegnati con il tipico surriscaldamento d'animo immediatamente conseguente; M. è il collega che conosco di più: da 7 anni lavoriamo insieme su diversi aspetti della rete, mi trovo bene con lui perché ha un carattere eccezionale, calmo e tranquillo ma che se s'incazza si sa che non c'è cattivo più cattivo di un buono che diventa cattivo (cit.); poi c'è S. che viene da Pachino ma vive a Milano da una vita, ha una disponibilità alla conversazione e una calma, che trasmette, uniche. Poi c'è E. che è l'unica donna, la quale veniva in palestra con me e che per anni ne ho sempre ignorato nome, voce, persona, carattere... ora invece ci lavoro insieme... strani i casi della vita. Infine, ma non per importanza, c'è D. Lo devo ancora inquadrare bene, è piuttosto aperto, disponibie e chiacchierone, anche se una volta si è spaventato perché stavo ascoltando rock satanico dei Black Widow. Insomma sembrava essere stato colpito nel sensibile profondo... farà parte dell'Esercito Della Salvezza? Un altro collega, P.L., è simpatico qb ma forse un po' esaurito (UN PO'?!). Ha bisogno di essere coinvolto nella mentalità di noi tutti: più si resta calmi, più si vive meglio. Com'è Fonzie, Yolanda? Sai Fonzie di Happy Days, lo guardavi Fonzie non è vero? E com'era Fonzie? Calmo! Brava coniglietta hai vinto un mappamondo! Ora ce ne stiamo tutti come Fonzie, belli calmi... (cit.)

Ordunque siamo in otto, contando anche il coordinatore A. che è un tipo davvero strano, troppo pettinato. E qui con il termine troppo pettinato s'intende che è davvero tirato a lucido, lustrato a nuovo, inscarpettato (e non incaprettato) in delle Timberland che non vedevo dall'ottantasei, il Clark Kent de no'artri, il Prete ("sai ero in giro con la mia fidanzata a Roma, abbiamo visto una chiesetta, ci siamo guardati e ci siam detti -Amore, andiamo a pregare?- e lei -Sì dai mi va tantissimo!-" ora io capisco tutto ma, AI MIEI TEMPI le ragazze me le portavo in camporella, a frasche, a infrattasse... che non vuol dire che deve pagare una tassa tra una scopata e l'altra ma che si scopa tra una fratta e l'altra).

In questo gruppo, ancora più del precedente, mi sento una macchia scura su un foglio bianco. Spicca la mia personalità "borderline" e il mio modo di starci dentro restando sempre piuttosto fuori dal mucchio. Ma, quando preso singolarmente, ognuno di noi salta all'occhio come una mosca in un secchio di latte. Credo che col tempo diventeremo un gruppo di lavoro invidiabile e formidabile in cui si faranno enormi progressi, soprattutto sul piano umano. Saremo un gruppo atipico.

Una band apart.

Però la musica signori... più metal! Bisogna mettere più metal e non "abbassate il volume per favore?" (Ammazzati)


NO BEAST SO FIERCE

Di Edward Bunker parlo spesso e volentieri.
Vuoi perché da qualche anno è diventato il mio guru, per quanto riguarda la meschinità e la stupidità di molte persone che mi sono capitate a tiro: leggere i suoi libri mi ha aiutato molto a capirla, questa gente, e inoltre mi ha dato una grossa mano sul piano sociologico, insegnandomi ad inserirmi in grupi chiusi di società senza preconcetti o pregiudizi. Vuoi anche perché era un angelo che scriveva come un demonio o perché i suoi libri sono stati i punti di riferimento per il popolo carcerario degli anni '70, '80 e '90.





Ha anche soggiornato in cella con il mito Caryl Chessman

NOTA su Chessman: il link a wikipedia non ne parla ma, si laureò in legge negli anni '50, durante il soggiorno nel dormitorio con le sbarre pagato dallo stato della California. Utilizzò tale conoscenza per far uscire di prigione molti detenuti i quali o erano innocenti, o erano colpevoli i cui termini di detenzione erano scaduti da un pezzo, o erano carcerati che erano stati rinchiusi nel posto sbagliato per il crimine sbagliato.

A bomba su Bunker... insomma sto parlando di lui perché ho ricevuto il suo ultimo libro, pubblicato postumo (lui è morto il 19 Luglio 2005), Stark. Non è il solito poliziesco tutto intrighi e sparatorie. I primi ci sono, dal momento che Stark è un truffatore eroinomane che viene ricattato da un detective per pizzicare dei trafficanti di droga. Le seconde (le sparatorie) ci sono perché quando Stark ammazza il boss messicano che ricopre Los Angeles di droga e anche gli scagnozzi del trafficante che dovrebbe consegnare al detective, le pistole iniziano a scottare e i proiettili saettano. Il tutto è ben descritto, ben scritto e onestamente raccontato. Come sempre, Edoardo Bonocore (l'americanizzato Bunker dal francese Bon Coeur, usato come cognome può voler dire "di buon cuore", "sensibile" o anche "generoso/altruista") ci abitua al meglio. E come sempre il buon cuore (appunto) di Ed sta dalla parte dell'emarginato, dell'asociale, del tormentato animo del criminale il quale non ha scampo, se non fare quello che gli riesce meglio. Un romanzo scritto negli anni '60 che riflette tutta l'energia, il sarcasmo e l'ironia dei celebri noir degli anni '50 di Raymond Chandler o Chester Himes.

Già che ci sono ricordo che da leggere, dello stesso autore, ci sono i capolavori Come Una Bestia Feroce, Cane Mangia Cane, Animal Factory, Educazione Di Una Canaglia (la sua autobiografia; uno dei più bei libri mai letti).

Qui sotto un elenco delle sue partecipazioni in film più o meno famosi (quando hollywood si accorse della sua esistenza non lo mollò più) e come sceneggiatore.





Attore

    Vigilato speciale (Straight Time) (1978)
    I cavalieri dalle lunghe ombre (The Long Riders) (1980)
    A trenta secondi dalla fine (Runaway Train) (1985)
    Slow Burn (1986) - Film TV
    I diffidenti (Shy People) (1987)
    L'implacabile (The Running Man) (1987)
    Fear (1988)
    Soluzione finale (Miracle Mile) (1988)
    Senza limiti (Relentless) (1989)
    I migliori (Best of the Best) (1989)
    Tango & Cash (1989)
    Le Iene (Reservoir Dogs) (1992)
    Kickboxing mortale (Best of the Best 2) (1993)
    Lontani parenti (Distant Cousins) (1993)
    Per amore e per vendetta (Love, Cheat & Steal) (1993) - Film TV
    Somebody to Love - Qualcuno da amare (1994)
    Caméléone (1996)
    Shadrach (1998)
    Animal Factory (2000)
    Family Secrets (2001)
    13 Moons (2002)
    Nice Guys (2005)
    L'altra sporca ultima meta (The Longest Yard) (2005)

Sceneggiatore
    Vigilato speciale (Straight Time) (1978)
    A trenta secondi dalla fine (Runaway Train) (1985)
    Animal Factory (2000)

martedì 11 settembre 2007

AAA DISCO INDISPENSABILE ALLA SOPRAVVIVENZA SULLA TERRA CERCASI

Questa una newsletter ricevuta stamane
Council of Seven Lights (Braden Diotte of Tarantula Hawk) is setting out to play a few west coast shows next week. Check the myspace page (http://www.myspace.com/councilofsevenlights) for details. Joining me will be Author & Punisher (Tristan Shone of Ole Blue) playing his home-built industrial controllers. See http://www.myspace.com/authorandpunisher for those details.
Hope to see you somewhere!
~BD

SEPT 15th - TERMINAL, OAKLAND
SEPT 18th - ROTTURE, PORTLAND
SEPT 22nd - SOUNDWALK, LONG BEACH

Ora, io ho i vari dischi dei Tarantula Hawk, che il buon Braden Diotte ha contribuito a scrivere. Anche i live e le performance per radio a cui ha partecipato sono nei miei scaffali, più un lavoro sperimentale di dubbio gusto e altrettanta qualità che è Six Recursions. Siccome a me fa sbomballare le pareti craniche (ma i Tarantula Hawk dippiù), devo ora mettermi alla ricerca e trovare questo Council Of Seven Lights.

C'è anche il sito su MySpace ma non si capisce una mazza. Manco un puzzosissimo mp3 da scaricare...

"Sono già state avviate ricerche estese" (cit.)

lunedì 10 settembre 2007

NEW ASTRO-FUZZY TUNE

Da un po' di giorni mi frulla in testa un disco datato 2001, di stile "stoner" rock o, come piace definirlo a me, space rock.


ASTROQUEEN Into Submission. La band, di Stenungsun/Gothenburg, quindi svedese, è ovviamente sotto gli effetti di band quali Motorhead per le linee di basso (il bassista si sente figliastro di Lemmy), Kyuss per le chitarre "fuzzy" e le melodie calme e rilassate che sono da deserto (anche se in Svezia non sanno cosa sia, un deserto), Monster Magnet e Spiritual Beggars per i testi spazio-drogherecci e pseudo-impegnati. Poi ci sono anche Fu-Manchu e Nebula ma sono influssi secondari. Radici heavy rock, veemenza metal, attitudine punk rock del tipo Non-Me-Ne-Frega-Un-Cazzo se suono male, non so cantare o non sono qualcosagenico, han portato a Into Submission: un buon disco, non eccellente, di heavy rock, godibile e poco impegnativo all'ascolto e interessante dal punto di vista dei suoni e delle melodie, orecchiabili e potenti allo stesso tempo. Il bello è che quando un disco, uno qualunque anche se non eccezionale, ti si pianta in testa è difficile decidere se toglierlo dopo qualche play o ascoltarlo allo schifo fino all'odio cieco, tanto da non voler più vedere il nome della band nemmeno per iscritto. Alla fine io decido sempre per la prima opzione, lo ascolto un po', poi passo volontariamente ad altro. L'odio verso un disco per scazzo da ascolto non fa per me, meglio la birra (e comunque con i dischi pettinati questo non succede mai). Insomma alla fine in questo periodo i miei gusti spaziano parecchio dal cazzo al palazzo. Sarà che forse il mondo della musica pesante mi stupisce un po' meno oggi, ma ogni tanto mi rendo conto che ci sono gruppetti anche anonimi degni d'attenzione, e di tanto in tanto una scappatella, una sveltina con uno dei loro dischi non fa affatto male.

Dobbiamo tenere duro finchè questa mania della pace non sarà finita (cit.)

Il successore di Into Submission non c'è ancora, se escludiamo lo split cd con i Buffalo. Esiste un pezzo solamente, dopo l'LP del 2001, che è quello del video. Non male e buona l'attrezzatura che usano.

ON THE (OFF)ROAD

Ieri megagiro in mountain bike. Decido all'improvviso, verso le 12emmezza, di uscire di casa per andare a fare un giro veloce sul Naviglio prima Grande e poi Pavese.

Invece esco di casa all'una e 10, piglio la bici e sento, dopo una decina di km, che le gambe ce la possono fare, si sono riscaldate e girano che è un piacere, non mi sento appezzi; l'alcool della sera prima è un ricordo lontano, l'erba del dopocena anche, non fosse per quel maledetto limoncello che ogni tanto torna a farsi sentire "'nde lo stommeco" (cit.)



Su asfalto, per raggiungere il posto ancora a me sconosciuto (i percorsi che faccio in solitaria sono del tutto improvvisati in base alle possibilità delle mie gambe), mantengo un'andatura da turismo tra i 20 e i 30kmh; quando arriverà il fuoristrada dovrò spingere, meglio risparmiare le forze. Nel frattempo mi ascolto a tutto volume Australasia dei Pelican giusto per darmi un tono e farmi passare la palla al cazzo del trasferimento asfaltato: una noia mortale.




Arrivo presto ad Abbiategrasso. lungo il Naviglio Grande. Qui decido che, invece che proseguire sul Naviglio Grande in direzione Bereguardo-Morimondo-Vigevano (belle cascine e un'abbazia), me ne vado in direzione Nord verso Albairate-Robecco S/N-Castelletto Ticino. Tempo mezz'ora alla media dei 32-35kmh con punte di 42-45 e arrivo all'interno del Parco del Ticino all'altezza di Albairate. Il posto mi appare subito ideale.



La vista che mi si apre da un "balcone" su una montagola, dopo un percorso single track impegnativo, è molto bella. Il Ticino avvolto di luce brillante del sole serpeggia tra i boschi, animato da una corrente non troppo forte ma abbastanza energica da sbattermi a terra (cioè in acqua) durante un tentativo di guado.
Poso la bici sulle rocce, scatto una foto e decido che il guado non s'ha da fare, troppo alta l'acqua e poi non ho voglia di cadere di nuovo; non fa freddo ma da bagnati fradici si pedala male...


Riposino di 10-15 minuti, scopro che dietro un paio di rocce enormi c'è un mini campo nudisti (sicuramente non approvato) così mi guardo un paio di ragazze mentre bevo un succo di frutta. La situazione si complica, sono leggermente elettrizzato perché sono molto carine e pare che apprezzino essere guardate. Decido che è meglio andare via. Pochi km ancora nel bosco su percorsi saliscendi e torno indietro, sono a 50km da casa e ne ho percorsi circa 20 all'interno del Parco del Ticino.



Quando arrivo guardo il contakm: segna 117, in un tempo di 5hh30', comprese soste, pause, cadute e mi sono anche perso un paio di volte.

giovedì 6 settembre 2007

SCIENCE-FICTION SOUNDTRACK PETTINATA

Oggi non ho davvero molto da fare e mi stavo leggendo per l'ennesima volta un romanzo di Isaac Asimov, Cronache Dalla Galassia.

Hari Seldon... nato nell'anno 11.988 dell'Era Galattica, morto nel 12.069. Nell'attuale calendario dell'Era della Fondazione queste date corrispondono agli anni meno 79 e primo. Figlio di genitori della media borghesia di Helicon, nella regione di Arcturus (dove suo padre era coltivatore di tabacco nelle piantagioni idroponiche del pianeta), Seldon aveva rivelato, fin dalla prima giovinezza, una spiccata attitudine alle scienze matematiche. Gli aneddoti riguardanti questa sua qualità sono innumerevoli. Si dice che all'età di due anni...

La psicostoriografia, fu senza dubbio la scienza alla quale portò il maggior contributo. Seldon ne approfondì lo studio ricavando da una raccolta di pochi assiomi una profonda scienza statistica...

... Il documento più importante che possediamo sulle vicende della sua vita è una biografia scritta da Gaal Dornick il quale, in gioventù, aveva conosciuto il grande matematico due anni prima che questi morisse. La storia del loro incontro...

ENCICLOPEDIA GALATTICA

Dal momento che Arcturus non è solo il nome di una enorme stella ma anche di una band di black metal, come soundtrack ho piazzato nel walkman anche i loro lavori in ordine di apparizione sulla Terra: Aspera Hiemns Symfonia (1996), La Masquerade Infernale (1997), The Sham Mirrors (2002, il mio preferito) e Sideshow Symphonies (2005), che mi piace ma non mi fa impazzire.

E quindi? Quindi gli Arcturus sono pro-Asimov e pro-sciencefiction, per forza. Mica solo "metal" cheddiamine! A partire dal nome: Arcturus è la regione dello spazio in cui si trova il pianeta Helicon, da cui proviene lo scienziato Hari Seldon, l'inventore della Psico-Storiografia. Inoltre la band ha sempre avuto a che fare con tematiche extra-terrestri. Prima erano solo black metal, pittati in faccia, con gli spadoni e andavano a 666kmh col metronomo. Poi hanno scoperto la curvatura spazio-temporale, si sono resi conto che erano rimasti in pochi e solo sulla Terra, a pittarsi in faccia (donne comprese) e che erano meglio le pistole disintegranti a raggi fotonici nucleari per suonare le chitarrone distorte, piuttosto che le spade di acciaio (finto) norvegese. Non che l'acciaio norvegese faccia schifo. Qualunque buon fan di black metal primordiale ha una spada d'acciaio norvegese in casa che usa per tagliare le puntarelle da inzuppare nel pinzimonio, per ammazzare le zanzare, accordare la chitarra a mo' di diapason... Insomma, gli Arcturus han portato quell'aria talmente fresca nel black metal che i ghiacci eternamente ghiacciati si stavano spaventando, pensando al disgelo. Dunque pochi mesi fa, metà aprile 2007, Hellhammer e Vortex (batteria e basso) hanno deciso di lasciare lo spazio siderale e tornare sulla Terra alla velocità del pensiero per continuare il loro sporco lavoro nei Dimmu Borgir, band decisamente più black metal dove l'unica fantascienza possibile e vagamente credibile è una battuta più lenta di un 16° di tempo e una voce leggermente più comprensibile di un grugnito in sottofondo con urla isteriche di accompagnamento. Che a me non dispiacciono proprio del tutto.

Ora devo scappare, ho lezione di psicostoriografia tra un'ora e devo essere nel Laboratorio115, Sezione212, Anello3, Quartiere Universitario del Quadrante Alpha Ics (X).

Voi gustatevi pure un video degli Arcturus girato su Helicon nell'anno 12.032 dell'Era Galattica. Se aguzzate la vista potete anche vedermi. Sono quello quasi pelato, con il pizzetto e gli occhiali da scienziato, in fondo a destra.

Hari Seldon

WOLFMOTHER OF SHREK

C'è una cosa che mi è subito andata a genio del film cartoon visto ieri sera al cinema, Shrek Terzo: la musica scelta, 100% bullshit free. Rock and roll!

Sì perché quando ho sentito Joker Ahd The Thief (ascoltane un pezzetto qua ) dei Wolfmother mi s'è arrazzato subito tutto quanto. Scalmane anche per il video con The Immigrant Song, Led Zeppelin, con la splendida Biancaneve a dare di petto nel "AHAH-AAAH AAAAHHHH!!!!!" iniziale e a questo punto è fantastica la carica degli animali, reprise de Gli Uccelli di Alfred Hitchcock. Ci sono molte parodie di film famosi oltre le favole dei fratelli Grimm, continuamente oltraggiate e stravolte, l'idea di Raperonzolo con le extensions è da brevetto così come le sorellastre di Cenerentola, in realtà due transessuali, sono perfette per la parte. La Bella Addormentata che, sempre completamente strafatta, crolla ogni 5 secondi è pura poesia.

Il videazzo del cartone con i Led Zep

mercoledì 5 settembre 2007

COME TI SISTEMO LA SERATA

Se avessi la possibilità di invitare questi individui ad una festa di compleanno lo farei di sicuro.

Questo è il nuovo video dei Municipal Waste, fantastica party animal band che al momento è la migliore dello scoglio sul quale viviamo. L'unica frase per descriverlo che mi viene in mente è "fottutamente folle e divertente".

martedì 4 settembre 2007

CHIAPPE AL SOLE

Oggi ho portate le chiappe al sole al parco. Prima la bambina a fare il vaccino. E poi al parco. Cannetta, panino mortadella, arancino di riso al ragù con piselli. Birra. E siccome ero in bicicletta AC/DC Back In Black ci stava tutto. E ho scoperto la solarità di questo disco. Non ci avevo mai pensato prima perché il nero è nero e non lo si cambia nemmeno alla luce del sole. E questo disco all'epoca (cioè 20 anni fa) lo ascoltavo e lo associavo esclusivamente a qualcosa di nero. Invece oggi ho avuto un'illuminazione. Le chitarre di Angus aperte e veloci, un po' di blues, e quel ritmo costante e potente diventano canzoni da decappottabile rossa su un lungomare alberato stile South Cal, bionda prosperosa al fianco, birra in mano, volume appalla. Il suono elettrico e ruvido ispira polvere e sudore, non ghiacci eterni e freddo polare come il black metal. E anche sesso. Per gli AC/DC è da sempre una costante. E così mi sono immaginato una stagione AC/DC, la stagione più sessuale è l'estate e quindi gli AC/DC sono estivi. Dunque torno a bomba sulla panchina. Faccio i miei sogni californiani e anche la lista delle cose che ho con me.

PANE - ok
MORTAZZA - appena comprata
BIRRA - pure
FRUTTA - ok
CANNETTA - yes
DECAPPOTTABILE ROSSA - no
BIONDA PROSPEROSA - (e stavo al parco a fumare e magnare?!)
SIAMO IN CALIFORNIA - no...
GLI AC/DC DOVE SONO? - nel walkman...
E LI STAI ASCOLTANDO? - sì
C'ENTRANO QUALCOSA CON LA TUA SITUAZIONE AL PARCO? - no

però io mi sono sentito pettinato lo stesso, un figo vi dico. Ero talmente su di giri che avrei potuto benissimo fottermi un cane pensando che fosse la bionda nell'auto. Non credo sia successo, però gli AC/DC sono estivi.

MESSAGGIO DALLA REDAZIONE

La Redazione Di Questo Blog segnala che

GLI AUDIOSLAVE NON SONO DA GRASSETTO

THE NEW BOSS

Oggi mi ritrovo una notizia in mail davvero interessante.
Rick Rubin, noto e storico produttore discografico è stato assunto dalla Columbia come co-presidente. L'articolo in questione però mi fa incazzare, e molto anche. Leggi qui.







La questione è, come tutte le altre questioni del mondo, semplicemente metal: va bene che ha lanciato i Beastie Boys nel 1986, va ancora meglio che ha collaborato con il mito e leggenda Johnny Cash... ma che ha scritto IL disco di musica più violenta e incazzata degli anni '80 (e forse '90 e forse anche di sempre), non ce lo vogliamo mettere? Reign In Blood degli Slayer l'ha prodotto lui, mica il fratello gemello (che non ha). Ma a nessuno ovviamente frega un cazzo. Perché di cose brutte sporche e cattive non ci curiamo, direte voialtri. Vi sento. E qui casca l'asino, cioè voi. Perché le cose migliori a cui Rubin ha lavorato sono metal. Ora, ammesso e non concesso che alla Columbia ci lavorino dei geni musicali e che un manager che guadagni cifre colossali potrà, o gli interesserà, essere a tempo pieno un espertone della musica, direi che un posto come co-presidente in una delle maggiori case discografiche del mondo non sia proprio una sciocchezzuola, quisquilie, pinzellacchere, da sottovalutare. E si è fatto scrivere anche, nel contratto, che lui in ufficio Non-Ci-Va, nè cazzi e nè madonne, lui l'ufficio non lo vuole neanche. A patto che bisogna anche vedere se all'ingresso lo fanno entrare, dato che pare uno straccione pezzente con le mosche nei capelli che per puzza e per miracolo si fa una doccia all'anno.

Intanto c'è il presidente Steve Barnett che sta cercando il modo di liberarsi di questo personaggio scomodo; pensa che gli rovini l'azienda o l'immagine imprenditoriale portata avanti da decenni di affari multimiliardari. Dalla sua esperienza si capisce, che la vita di un manager debba essere giaccacravatta e un bell'ufficio agli altipiani o in una villa del XVII secolo. Boh, può essere.

Comunque giusto per la vostra schifosissima cultura con le pezze al culo, per la quale non dovreste andare così fieri e bullarvi in giro, ecco un elenco di lavori prodotti da RR. Dateci un occhio, potreste trovarci il vostro disco preferito e scoprire che l'ha prodotto lui, o viceversa.
In obeso i dischi metal.

* Radio - LL Cool J (1985)
* Licensed to Ill - Beastie Boys (1986)
* Raising Hell - Run DMC (1986)
* Reign in Blood - Slayer (1986)
* Electric - The Cult (1987)
* Danzig - Danzig (1988)
* Tougher Than Leather - Run DMC (1988)
* South of Heaven - Slayer (1988)
* Masters of Reality - Masters of Reality (1988)
* Andrew Dice Clay - Andrew Dice Clay (1989)
* Trouble - Trouble (1990)
* Danzig II: Lucifuge - Danzig (1990)
* Seasons in the Abyss - Slayer (1990)
* Nobody Said It Was Easy - The Four Horsemen (1991)
* Manic Frustration - Trouble (1991)
* Decade of Aggression - Slayer (1991)
* Blood Sugar Sex Magik - Red Hot Chili Peppers (1991)
* Danzig III: How the Gods Kill - Danzig (1992)
* Thrall: Demonsweatlive - Danzig (1993)
* 21st Century Jesus - Messiah (1993)
* Danzig 4 - Danzig (1994)
* American Recordings - Johnny Cash (1994)
* Divine Intervention - Slayer (1994)
* Wildflowers - Tom Petty (1994)
* One Hot Minute - Red Hot Chili Peppers (1995)
* Ballbreaker - AC/DC (1995)
* God Lives Underwater - God Lives Underwater (1995)
* Empty - God Lives Underwater (1995)
* Unchained - Johnny Cash (1996)
* Undisputed Attitude - Slayer (1996)
* Sutras - Donovan (1996)
* VH1 Storytellers - Johnny Cash & Willie Nelson (1998)
* Diabolus in Musica - Slayer (1998)
* System of a Down - System of a Down (1998)
* Chef Aid - South Park (1998)
* Californication - Red Hot Chili Peppers (1999)
* Loud Rocks - V/A (tracks: 1. System of a Down & Wu-Tang Clan - Shame, 6. Tom Morello & Chad Smith & Wu-Tang Clan - Wu-Tang Clan Ain't Nothing Ta Fuck Wit) (1999)
* American III: Solitary Man - Johnny Cash (2000)
* Paloalto - Paloalto (2000)
* Renegades - Rage Against the Machine (2000)
* Amethyst Rock Star - Saul Williams (2001)
* The War of Art-American Head Charge (2001)
* Breath of the Heart -Krishna Das (2001)
* Toxicity - System of a Down (2001)
* God Hates Us All - Slayer (1998) {assieme a Matt Hyde}
* American IV: The Man Comes Around - Johnny Cash (2002)
* By the Way - Red Hot Chili Peppers (2002)
* Audioslave - Audioslave (2002)
* Steal This Album! - System of a Down (2002)
* Results May Vary - Limp Bizkit (2003) (in collaborazione con Terry Date e Jordan Schur)
* Unearthed - Johnny Cash (2003)
* Door of Faith - Krishna Das (2003)
* De-Loused in the Comatorium - The Mars Volta (2003) (with Omar Rodriguez-Lopez)
* The Black Album - Jay-Z (2003) ("99 Problems")
* Live at the Grand Olympic Auditorium - Rage Against the Machine (2003)
* Heroes and Villains - Paloalto (2003)
* Vol. 3: (The Subliminal Verses) - Slipknot (2004)
* Armed Love - The (International) Noise Conspiracy (2004)
* Crunk Juice - Lil' Jon and the East Side Boyz (2004) ("Stop Fuckin' Wit Me")
* Make Believe - Weezer (2005)
* Out of Exile - Audioslave (2005)
* Mezmerize - System of a Down (2005)
* Hypnotize - System of a Down (2005)
* 12 Songs - Neil Diamond (2005)
* Stadium Arcadium - Red Hot Chili Peppers (2006)
* Taking the Long Way -- Dixie Chicks (2006)
* American V: A Hundred Highways - Johnny Cash (2006)
* Christ Illusion - Slayer (2006)
* Minutes to Midnight - Linkin Park (2007)
* Fixing Cities - The (International) Noise Conspiracy (2007)
* American VI - Johnny Cash (2007)
* Heroes and Thieves - Vanessa Carlton (2007)
* Dancing for the Death of an Imaginary Enemy - Ours (2007)

Pare che anche il prossimo LP dei Metallica verrà prodotto da Rick Rubin.

Infatti ora scrivo una lettera incazzata al Corriere.it e gli faccio cambiare l'articolo. Deve essere più pro-metal.

martedì 21 agosto 2007

CHAOS A.D. E LA TORRE DI BABELE

Chaos A.D. è il titolo di un grandissimo album di metal degli anni '90, segnò la svolta, commerciale e stilistica, di una band a cui in quegli anni ero legato come il laccio di un accalappiacani al collo di un randagio lercio e rabbioso. Ma non sono qui a parlare dei Sepultura, band di cui non mi frega più un cazzo da più o meno un paio di lustri.

Il film che ho visto ieri sera mi ha riportato alla mente quel disco semplicemente per la caotica esistenza del genere umano in esso rappresentato. Il controllo delle vite che sfugge via a causa di eventi imprevisti e imprevedibili, confuse e deliberate azioni criminali, attuate da persone al tempo stesso inconsapevoli ed egoiste. BABEL ha la forza dolente di un racconto noir, la freddezza asciutta di uno spietato romanziere tanto dolce quanto disperato da scatenare emozioni di un profondo senso di pietà umana, tradotta in squarci di autentica poesia narrativa visiva. Quattro storie di vita incrociate in altrettanti lontani angoli di mondo: San Diego (USA - CAL); Tijuana (MEX); Marocco; Tokyo. Quello che ne esce è un film le cui scene sembrano cadute di mano allo scenggiatore e un ignorante di passaggio le abbia rimesse nella bobina come gli pareva con tempi dilatati, scene rallentate, discorsi all'apparenza incoerenti ma zeppi del significato sulla nostra presenza in vita, solo di passaggio in una strana epoca di eventi mondiali e personali, in attesa che il treno dell'Ultimo Grande Viaggio faccia sosta alla nostra stazione. Nientedimeno, è un film sulla sofferenza, sul male di vivere dei nostri giorni; lasciamo troppo spazio all'odio cieco e togliamo la parte del protagonista alla nitidezza della ragione, i cui lumi sono resi ciechi dalla presuntuosa ricerca di un colpevole cui legare al collo il cappio delle nostre paure, angosce, disgrazie. Il rifiuto vissuto dovuto ad incomprensioni e ignoranza fa da cornice alle urla di una consapevolezza che avanza inesorabile, che non lascia più spazio ai sogni; resta solo il dolore per la scomparsa prematura di chi amiamo e l'angoscia di non poter riuscire a perdonare chi suo malgrado è restato nel mondo dei vivi. Il messaggio finale potrebbe essere che questo eterno ciclo della vita, l'inizio il mezzo e la fine dell'essere umano, questa incomprensibile danza nel teatro della nostra esistenza continuerà anche senza di noi, che lo vogliamo oppure no. Da lontano il nostro mondo è uno spettacolo meraviglioso ma l'ignoranza della nascita e della morte ci rende pazzi. Non possiamo scegliere, non ci è dato capire, non possiamo tornare alla terra su cui siamo stati concepiti; possiamo però trattare con più rispetto la materia di cui siamo fatti. Forse allora, e solo allora, capiremo il senso di tutto questo Caos nell'Anno del Signore.

Una splendida musica al piano che scivola lenta e aggraziata, disperata e leggera e tagliente come lame di rasoio, Bibo no Aozora, scritta e suonata da Ryuichi Sakamoto fa da colonna sonora a questo capolavoro, firmato Alejandro González Iñárritu.

lunedì 13 agosto 2007

ANY GIVEN WEEKEND

Infiniti weekend on the road. Respiro polvere, fumi di scarico delle auto e mi inzuppo di piogge improvvise dense come secchiate svuotate da gigantesche braccia, godo di splendidi paesaggi, parlo con i benzinai, i saggi delle strade del nuovo millennio. Il rombo pieno, corposo e deciso di un 1200cc 4 cilindri a V da 150cv mi guida. Ottima musica è la mia compagna di viaggi. Dall'ultimo weekend di Maggio a questo Ferragosto, 5482km percorsi sulle strade di Lombardia del sud, Emilia Romagna, Marche, Veneto. Scoscese colline, sinuose lingue d'asfalto, invasioni di raggi di magnifici tramonti dorati e verdi sfumature d'incantevoli paesaggi rurali fanno da cornice alle urlanti galoppate, ai vagabondaggi su due ruote per l'Italia del Nord. Ogni maledetto weekend la A1, l'Autostrada del Sole, è terribilmente noiosa e dritta, ingorda d'auto stracariche; ci vuole qualcosa che ravvivi un po' l'atmosfera: premo PLAY sul walkman e Imaginos dei Blue Oyster Cult cambia tutto. La A14 Autostrada Adriatica dannatamente pericolosa mi costringe ad una rabbiosa incursione nel metal tirato di Green dei Forbidden; mi serve a tenere alta la concentrazione. La storica SS9, la Via Emilia, è suggestiva nei piccoli borghi medievali emiliani e romagnoli, ma zeppa di velox e sbirri dietro ogni cartellone pubblicitario che ti si fiondano addosso come nei film americani. Sulla SS11 Padana Superiore troppi camionisti distratti su enormi autotreni e milanesi dal cuore infranto su macchinoni con potenze oltre misura corrono rabbiosi incontro alla morte: Load dei Metallica è il giusto accompagnamento sulla strada carica, pesante. La volontà di Ronnie serpeggia in me, ma lascio stare in fretta... La SS16 Strada Adriatica è incantevole, paesaggi illuminati da una luce ultraterrena si susseguono attraverso montagne dai 1000 ai 1400 metri; c'è anche il Monte Fumaiolo, da dove sgorgano le sorgenti del mitico e possente Tevere. Il favoloso Fire Music di Archie Shepp rappresenta questi chilometri. La trasformista A4 Autostrada Milano-Venezia, all'altezza di Brescia diventa un quadro in movimento, il paesaggio collinare verde speranza si lascia alle spalle il caos e il trambusto dei pendolari, smarriti viaggiatori su quattro ruote. La Franciacorta ha la sua colonna sonora: il southern metal di Nola dei Down. Ovunque io mi trovi bettole a bordo strada invocano una visita, anche solo di passaggio; mi fanno l'occhiolino mentre Hangover Music Vol.6 di Zakk Wylde mi tiene compagnia in una malinconica mattina di pioggia, Giovedì 9 Agosto. Strade deserte, acqua che ti si infila anche nelle mutande ma, un viaggio non è mai completo senza pioggia. Troppi curiosi negli autogrill attorno alla mia belva inzaccherata di lerciume bagnato; mi fanno domande impertinenti mentre mi asciugo dall'acqua, intanto finisco di ascoltare Bitches Brew di Miles Davis, poi vediamo se ho voglia di chiacchierare. Nell'afa di un torrido pomeriggio di inizio estate, il 15 Giugno, vengo pizzicato da una pattuglia a Reggio Emilia sulla SS9; mi multano per eccesso di velocità ("...stavo solo stiracchiando un po' la 2a, agente..." "Non faccia lo spiritoso") e le ultime note di Back In Black degli AC/DC fanno da eco al motore che viene spento al girare della chiavetta. Meno male che sento cosa mi dicono gli agenti, poteva andare peggio se mi avessero visto pigiare lo STOP del walkman dopo un mio eventuale "EH?!"... Settimane dopo, fermo in autogrill all'altezza di Parma Fiera, un panino che sa di poco mi si pianta in gola: un folle motociclista su una supersportiva impenna verso l'uscita del distributore e per poco non stende una ragazzina di nemmeno 10 anni. Stava andando dal papà, che aspettava in auto. In quel momento Colossal dei Wolfmother mi stava facendo dimenticare che al mondo ci sono degli idioti pericolosi e che tutto sembra così bello nella calma di una domenica pomeriggio dopo le 14, in attesa che il motore così grosso e potente, allo stesso tempo così protettivo e sicuro, si calmi, si raffreddi, calmi i bollenti spiriti... Spirito dei viaggiatori, dei sognatori on the road, con la strada nell'anima e nella testa, della gente che ogni maledetto weekend si mette in viaggio, rischia la vita, gode della bella Italia, mangia e beve in compagnia. E io che resto solo, in disparte dal mucchio selvaggio a pensare alle cose viste sulla mia bomba a due ruote e a quanto stiamo bene insieme. In questi mesi l'ho accarezzata, coccolata, lucidata, sporcata, stuprata da accelerazioni stratosferiche e schiacciata al suolo da frenate con diversi G di forza, caricata e sbilanciata da borse troppo piene o alleggerita di carichi inutili durante i tragitti. Torneremo insieme presto. Sulle note di Freebird dei Lynyrd Skynyrd la tangenziale di Milano, lunga lingua circolare d'asfalto attorno alla metropoli, luminosa e luccicante, mi immette verso casa. Spero di mancarti come tu mancherai a me.

martedì 7 agosto 2007

BREATHE

Nuovo esempio di splendida musica da parte dei fantastici Cinematic Orchestra

Live at the Barbican 2007