MIKE "PACCON" + JOHN ZORN
Ecco.
Ecco.
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ettor1
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12/04/2006 10:33:00 AM
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INFAMATE
La fantascienza è da sempre un genere letterario che attira diversi milioni di lettori in tutto il mondo, forse per la capacità di far viaggiare davvero con la mente in epoche remote e lontane, dissociandosi completamente da questo nostro mondo frenetico e strano... e forse anche perché esaminando mondi così diversi eppure così simili al nostro riusciamo a comprendere realmente alcuni aspetti della natura umana.
Esistono diversi tipi di fantascienza, e ovviamente diverse filosofie in base alla formazione che gli autori hanno avuto in vita:
(chiedo scusa fin d'ora ma l'impaginazione di blogger fa davvero cacare)
- classica, di scrittori come Bradbury, Huxley, nella quale le civiltà future coesistono tra mille mondi e razze diverse (umani, androidi, esseri di altri pianeti) e in cui le storie sono a volte anche banali; l'importante molto spesso è il contorno della storia, l'ambiente.
Consiglio:
In un mondo futuristico a regime totalitario basato sul culto del produttivismo in stile Ford, gli esseri umani possono accedere ad ogni tipo di piacere materiale, liberamente, non essendo in pericolo per malattie o oppressi da guerre. Per far questo però, gli esseri umani vengono "coltivati", prodotti in serie in fabbriche di persone, e sin da bambini condizionati da droghe e tecnologie, in modo che da adulti vadano a ricoprire posizioni in base alla formazione condizionata ricevuta. Ma l'equilibrio si può spezzare facilmente... Un tema ricorrente nella fantascienza classica negli anni a venire.
In una società in cui è vietato leggere libri, viene istituito uno speciale corpo di Vigili del Fuoco, impegnati a dare fuoco a tutte le opere letterarie. Non a caso si nota un certo maccartismo in questo romanzo. Con maccartismo s'intende il movimento anticomunista americano, spinto dal senatore Joseph McCarthy negli anni '50, al fine di evitare influenze comuniste nelle istituzioni americane per mezzo della letteratura. L'ombra di Orwell (da Orwell 1984) è gigantesca in questa opera: entrambi parlano di controllo delle informazioni e della mente degli uomini tramite l'instaurazione di un regime di terrore e rappresaglia.
- storiografica/politica, altrimenti detta "fantascienza sociologica", in cui si esaminano eventuali civiltà simili alla nostra spostate in avanti di millenni, come quella di Isaac Asimov o Frank Herbert, senza i quali non sarebbero mai esistiti eventi cinematografici come Guerre Stellari di Spielberg o Dune di David Lynch (tra l'altro molto bello e fedele alla dinastia originale)
Consiglio:
La Terra non è più abitabile, si vive su Terminus e Helicon, pianeta, quest'ultimo, dalla cui regione Arcturus proviene Hari Seldon, scienziato psicostoriografo. Egli è riuscito, tramite complesse operazioni matematiche e algoritmiche, a sintetizzare i comportamenti umani del passato e proiettarli nel futuro, ottenendo come risultato una previsione del futuro sui comportamenti di massa delle popolazioni con grande precisione. Sarà una notevole fonte di guai, raccolti in 7 volumi Preludio alla Fondazione, Fondazione anno zero, Fondazione o Cronache dalla Galassia, Fondazione e Impero o Il crollo della Galassia centrale, Seconda Fondazione o L'altra faccia della spirale, L'orlo della Fondazione, Fondazione e Terra.
Sempre la Terra non più abitabile è il pretesto per creare nuovi mondi d'incubo. Dal pianeta Caladan la famiglia Atreides viene trasferita sul desertico Arrakis, e qui inizia la lotta con la famiglia del Barone Harkonen per il controllo della Spezia, o Melànge, una sostanza prodotta dai vermi giganti delle sabbie e mangiata dai Fremèn del deserto, popolo nomade, fiero e pericolosamente battagliero. Una saga ecologica e sociale su 6 volumi che ha influenzato profondamente il mondo della fantascienza e della cinematografia mondiale sul tema. Un must. Ci hanno scritto una canzone anche gli Iron Maiden nel 1984, sull'album Piece Of Time (To Tame A Land, molto bella e significativa).
- psico-sociale come la chiamo io, o semplicemente socioscienza: James Graham Ballard in questo è maestro supremo. In oltre 40 anni di opere ha immaginato l'impossibile: mondi senza più orologi e concetto del tempo, città con case psicotrope (che modificano la loro forma e colore in base all'umore di chi li abita e di chi ci ha vissuto prima), il ciclo di Vermilion Sands con poetesse liriche di altri mondi, mondi in scatola, città infinite senza concetto di spazio libero estese in verticale e orizzontale, controllo della mente, cambi d'identità... il bello è che non è detto che si viva in un futuro prossimo o remoto, tutto avviene sulla Terra e non viene mai specificato il periodo storico: potrebbero essere gli anni '50 come il 2897, non fa differenza. L'unicità sta nel tipo di società che viene imamginata e fatta vivere con regole e costumi ben delineati.
In questo filone ci può rientrare anche Philip Kendrik Dick, anche se molti suoi romanzi sono ambientati nel futuro in modo esplicito.
Consigli:
Il ciclo di Vermilion Sands è il massimo di Ballard. Tutto ciò che riguarda case psicotrope, mante delle sabbie, poetesse maledette con autisti dalle sembianze del dio pan, piante che cantano e gorgheggiano accordate da orchidee incantatrici, può essere scoperto in questa saga.
In questi 15 racconti vengono affrontati alla maniera di Ballard i temi di guerra del vietnam, psicopatologia, vittime di incidenti stradali, pornografia, potere dei media, tutti simboli negativi dell'epoca moderna.
Philip Dick ha creato un mostro. La Terra è la stessa di sempre, tranne un piccolo fatto storico: i nazisti hanno vinto la guerra e siamo in un regime totalitario governati dai Tedeschi. Etnie come gli asiatici, i neri d'Africa, gli ebrei o gli arabi non esistono più, sono stati tutti sterminati. In questa società d'incubo esiste un libro, che parla della storia di un mondo in cui i nazisti hanno perso la guerra e vige la democrazia in tutta la Terra. Non deve assolutamente essere reso pubblico...
Pianeta Terra, Gennaio 1976. Non esiste più un solo essere umano sul nostro pianeta? Una sconvolgente malattia ha trasformato tutti gli essere umani in vampiri, in grado di parlare e di pensare, ma assetati di sangue. Chi viene morso diventa vampiro a sua volta. Ma non tutti sono così. Un uomo, l'ultimo sulla terra ad restare umano, farà una scoperta agghiacciante... Una delle metafore più interessanti sulle trasformazioni della società.
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ettor1
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12/01/2006 03:49:00 PM
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These Arms Are Snakes (link) è una band che mi è piaciuta da subito.
Un paio di anni fa presi, per pura coincidenza, il loro album d'esordio (in vinile, azzurro, fighissimo): Oxeneers Or The Lion Sleeps When Its Antelope Go Home. Un disco che ho ascoltato allo schifo, e che ancora oggi metto su quando non so cosa ascoltare. Mi solleva il morale con i suoi giochi ritmici e le schizzate variazioni di tempo, i suoni così affilati e allo stesso tempo morbidi e (quasi) calmi. Ecco, questa band è agitata, sì, ma suona comunque calma. La trasmette anche. Almeno a me.
Il secondo album (sempre in vinile, certo; stavolta trasparente) Easter, sulla falsariga del precedente, ha un qualcosa in più che non ho ancora identificato, assorbito, metabolizzato. Sembra avere un'energia più dirompente, direi quasi esplosiva, restando comunque calmo e lucido: non cede il passo alla rabbia, la controlla. Il punto è che Mescaline Eyes, in apertura, è una figata: cresce, parte, rallenta, si ferma ed esplode nelle rullate pseudo-incoerenti che calzano a pennello nelle note dilungate delle chitarre nemmeno troppo distorte e gli effetti elettronici sullo sfondo sibilano e graffiano.
Ascoltala qui
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ettor1
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11/29/2006 09:18:00 AM
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If I Should Fall To The Field è una riscoperta continua, un viaggio perenne. E Steve Von Till (NEUROSIS - Chitarre/Voce) è pressoché perfetto nei panni del cantastorie maledetto, malinconico e profondo.
Le basi dai tempi lenti, mai noiosi od ossessivamente opprimenti sono atmosfere melodiche di banjo, sitar, hammond e chitarre acustiche, voci e canti. Di tanto in tanto un lieve accenno di batteria. Attraverso folk, mood country, blues e a volte semplicemente due note di chitarra acustica la voce di Steve, sciamanica, rassicurante, cavernosa e potente, racconta di storie andate, di racconti perduti e del fascino ancestrale che la terra esercita, su tutti noi, con le sue storie legate ad antiche suggestioni. Accompagna la mente nel viaggio più oscuro di tutti, e poemi arcaici dalle parole forse dimenticate danno vita alla sofisticata meditazione sulle ombre che circondano lo spirito. Sì, perché questo è il disco dedicato a chi è caduto al suolo, a chi non si alzerà mai più, a chi ha perduto ogni contatto con il mondo dei vivi. A suo nonno, in particolare. (il pezzo The Harpy, in chiusura, viene da questa registrazione di vocalizzi e canti del 1961 quando, suo nonno, in pieno deserto registrò quello che lui chiamò "il suo testamento"; Steve ci ha buttato dentro qualche effetto di fondo per dare spessore).
Quando ascolto questo disco mi sento solo. Mi succede ogni volta: un groppo in gola che non va giù nè su, il cuore stritolato in una morsa gelida e ingoiato dal buio. Nessuna voglia o capacità di ascoltare qualcuno. Mi sento solo su un pianeta sovrappopolato.
E nessuna paura.
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ettor1
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11/23/2006 04:42:00 PM
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Qui.
Che si svolgerà al NDSM Wharf, un gigantesco nuovo sito nella parte nord dell'immenso porto.
Torneremo. Fidatevi.
Anzi, no.
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ettor1
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11/17/2006 11:12:00 AM
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Quando: ieri sera, dalle ore 8 in poi.
Dove: Torino, PalaMazda.
Il mastodonte si alza e procede... inquieto, incazzato, incessante.
Premessa veloce: il loro unico concerto che io abbia mai visto è quello del Transylvania Live nel 2001 a Milano, c'erano sì e no 30 persone (gli sfigati fuori, grazie), tour relativo al disco Remission e l'EP Lifesblood; fu l'esordio italiano di una band che sta diventando gigantesca.

Sleeping Giant, Ca(ter)pillarian Crest, The Wolf Is Loose... tutti pezzacci incazzati neri dall'ultimo album Blood Mountain (titolo fantastico!), forti di una ritmica omicida e chitarre spaccatimpani ma è ovvio che è Brann Dailor (batteria; suona meglio al plurale però, sembrava fossero in due) a spaccare il culo a tutti quanti; è l'unico davvero impressionante tra i quattro anche se ho notato con piacere che anche Troy è maturato molto come cantante.
Ci siamo ritrovati un po' frastornati quando hanno sciolto le briglie ad alcune delle bestie di Leviathan, concludendo la loro breve e intensa serata sulle note della supermegavolosa Hearts Alive; chitarre e batteria a vagonate, locomotiva compresa. Tra l'altro lo strepitoso e azzeccato solo finale forse m'è piaciuto più che su LP, è sembrato più limpido, squillante, alto. (emmerda se era alto... )
Per i Tool direi che le differenze tra la data di Milano del 19.6 (a fondo pagina) e ieri sera a Torino sono state, oltre che nel mese di "celebrazione":
- le dimensioni degli ometti sul palco; almeno sono quasi riuscito a vederli in faccia!
- suoni per quanto possibile migliori della media dei palamerda telaio in metallo e tetto in telone-del-cazzo
- biglietto relativamente economico; quello di Milano stava a 32€ senza band di supporto. Ieri 35, ma almeno c'erano i Mastodon. Comunque è tanto lo stesso, se si va a chiedere in giro. Cioè quei froci dei Take That un biglietto lo fanno pagare 80€ e voi metallari del cazzo vi lamentate?
- presenze in sala gradevoli, amici vecchi e nuove conoscenze... tutti più o meno appezzi, con il Sindaco del Metal sempre in grande forma (cioè di forma grande)
- scofanata di panozzo con sazizz', cipolle e senape (parlo per me), bissato da un successivo identico per calmare le budella

Per quanto mi riguarda, dei concerti dei Tool so per certo una cosa sola: li ho visti 3 volte e ogni volta assistere ad una loro serata è partecipare ad uno show a 360° con immagini, effetti visivi e luci che completano la musica, sempre magnifica, potente, astratta ma che si fa sentire come un pugno nello stomaco, obliqua e diretta allo stesso tempo.
Lateralus + 10,000 Days. Questi i due dischi co-protagonisti della serata; ma anche Aenima s'è fatto vedere da luminosi e ampi spiragli chiamati Forty Six And Two, Aenima, Stinkfist. Il basso aveva un suono, ma un suono... che ti si incastrava in quelle aree comprese tra giugulare e timpano e tra gabbia toracica e cappella, e ti faceva vibrare tutto. Questo per la parte alta del corpo. In basso succedeva anche che si piegassero le ginocchia e ci si sentisse un pochino... storti. Ecco. Non ho invece capito la maschera antigas sulla facciona di Maynard ma va bene lo stesso; lui canta da dio e la sua voce è molto bella, la sa modulare e sa essere anche incazzato.
Perdonato.
Questo non vuol dire che una band si possa mettere le maschere... Slipknot, Berzerker, G-WAR & Co.Bella fanno cagare tutti quanto allo stesso modo, si capisce.
Gran concerto, presentato bene, suonato meglio, musicisti professionali e tutto il resto...
... però le regolette del cazzo come a scuola e gli scassacoglioni della security (no smoking / no foto) li lasciamo fuori la prossima volta ok? Ah, e già che ci siamo signori del PalaStronzi, di bar mettetecene due; per una birra non si può aspettare mezz'ora, non siamo tedeschi, a loro piace aspettare per la birra... Noi siamo italiani e la maggior parte metallari. Non si deve far aspettare un metallaro italiano (medio) assetato.
La prossima volta a rapporto dal Sindaco del Metal e non passa un cazzo a nessuno.
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ettor1
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11/13/2006 11:34:00 AM
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Un nuovo libro, l'ennesimo, sulla criminalità a Milano.
Ne hanno scritto Piero Colaprico (giornalista di "nera" e editorialista di molte testate nazionali e collaboratore di Noir Magazine), Giancarlo de Cataldo (guidice presso la Corte d'Assise, sceneggiatore, traduttore e romanziere), criminali d'ogni sorta, compreso il boss calabrese Saverio Morabito che imperversava tra Baggio, Lorenteggio, Giambellino e San Cristoforo (il primo vero imprenditore della criminalità organizzata), stringendo allenaze segrete (alle cosche calabresi) anche con il bel Renè (Renè Vallanzasca), della Comasina.
Ma (eh sì, MA!) questo libro è diverso. Viene raccontato in prima persona dal poliziotto capo della squadra mobile di Milano per oltre 15 anni, Celeste Bruno, ritenuto uno stratega che ha risolto oltre l'80% dei casi e il primo caso di serial-killer italiano, Luca Moz.
Ha partecipato il giornalista di nera che lavora per il Corriere di Milano, Michele Focarete. Questo signore si è occupato spesso di prostituzione, viaggiando anche all'interno di un furgone dall'Ucraina all'Italia, assieme a donne con un unico destino comune: diventare puttane in Italia.
Oltre 200 case d'appuntamento, 50 club per scambi di coppie, 1000 e oltre prostitute e travestiti sui marciapiedi. Tratte di clandestini enormi. Bische clandestine da milioni di euro. Corse di auto su percorsi di gara urbani, con giovani poco meno che ventenni morti tragicamente. Mafia cinese e bambini schiavi. Uno spaventoso giro di droga per manager rampanti e giovani sballati. Storie raccontate da giovani donne con esperienze terribili alle spalle e incredibile coraggio per andare avanti e lottare.
Questa è la Milano (non) da bere. La Milano della vita di notte, quando le mostruosità dell'animo umano convogliano nella stessa direzione. Questa è la tragedia, la meschinità e l'essenza della cattiveria umana, è Balzac, è Victor Hugo, i miserabili, i diseredati e i disgraziati della nostra "civiltà" che non sa più dove sta andando. In una Milano che tutti considerano la capitale del lavoro, c'è anche la Milano che molti (troppi!) non conoscono e non considerano, nelle loro belle case calde e ospitali. Italiani, albanesi, marocchini, slavi, russi, cinesi, mediorientali... tutti quanti siamo in mezzo fino agli occhi, nei misfatti di ogni ora, perché se è vero che Milano non dorme mai certamente il crimine non sta a guardare.
Milano è viva.
Milano è pericolosa.
Milano è una delle città più affascinanti d'Europa, nonostante tutto.
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ettor1
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11/09/2006 11:36:00 AM
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Black Label Society: l'etichetta fa nome, e all'etichetta spesso si fa riferimento.
L'etichetta in questo caso è nera, come il colore vomitato da questo Hangover Music Vol.6; una serie di splendide e malinconiche "ballads", graffianti, emozionanti, in pieno stile Zakk Wylde. Da quando suonava con Ozzy Osbourne (sostituì Randy Rhoads dal 1989 in poi) diverse cose sono cambiate. La sua rabbia si è evoluta, l'aggressività raffinata, lo stile s'è pulito parecchio restando tagliente e spesso. Il disco dell'impiccato si piazza dritto nel cuore, prima ancora di essere digerito dall'apparato uditivo: è il disco dei ricordi, dei rimorsi, dei rimpianti.
Come una delle ultime (vere) rockstar che si rispettino questo favoloso, strabiliante chitarrista si è guadagnato il diritto di poter fare quello che vuole senza starci a pensare troppo su, riuscendo a farci innamorare della sua musica ancora una volta. Chiamati a sè Mike Inez al basso (Alice In Chains) e Craig Nunenmacher (Crowbar) alla batteria, eccolo qui, uno dei dischi più belli che mi siano capitati tra le mani negli ultimi cinque anni. Non ci siamo (almeno io) ancora abituati a questo suo modo di essere, senza compromessi né false aspettative date agli ascoltatori più affezionati; però non è forse questa la caratteristica che più si va a cercare quando si ha a che fare con un musicista del calibro di Zakk Wylde? Il disco spiazza e piace un casino: perseveranza, carisma, evoluzione... e tanto feeling. Alcuni a volte dimenticano. Ma questa è l'essenza, e a TheDarkSide piace ricordarlo così.
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ettor1
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11/07/2006 11:19:00 AM
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Come programmare il bambino per una completa notte di sonno? Quando il momento giusto per portarlo a fare il tagliando dal pediatra? Se piange durante la notte, non è un problema di malfunzionamento o un difetto di fabbricazione, fanno tutti così; dopo qualche settimana il problema di risolverà da solo. Quali sono i migliori metodi di "impacchettamento" del prodotto per evitare danneggiamenti delle parti delicate (ricambi inesistenti o molto cari)? Quali i più corretti processi di installazione e manutenzione (ordinaria e straordinaria) del vostro nuovo prodotto ipertecnologico a funzioni avanzate?
Ecco. Questo manuale (geniale nella sua semplicità) risponde a tutte queste domande, e molto di più! Anche la sola lettura, senza fini ultimi per l'apprendimento a scopi manutentivi dunque, è parecchio divertente.
A proposito, il pannolino è il "raccoglitore delle scorie in eccesso".
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ettor1
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11/06/2006 02:44:00 PM
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Piccola parentesi che a quella grossa ci pensa il video. (Redsparowes sono un gruppo della madonna)
Questo, è un disco della madonna: i titoli, le musiche e l'artwork sono già leggendari, ancora prima di installarsi definitivamente nei neuroni -lo faranno presto.
Musicalmente i nostri sono dei figli-di-puttana spaventosi, musiche affascinanti, melodie a volte un po' storte, un po' dissonanti; per questo sempre gajarde: sembra di ascoltare una magnus opus classica suonata da strumenti rock con suoni tanto seventies e uno spiccato senso della melodia e dell'insieme (già sentito? Come questi, non credo proprio... )
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ettor1
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11/03/2006 02:30:00 PM
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Ecco.
Si riconosce?
E' James Hetfield, Metallica.
Qualche anno fa se ne uscirono con la stron(caz)zata dei pupazzi e della statua (foto), adesso arriva la testa.
Non lo so, cioè non so che pensare.
Potrei comprarne una e accanirmici con torture medievali e naziste. Potrei darmi al voodoo.
Conosco pure chi se le comprerebbe sul serio...
Ora leggete quanto costa (ah scemi!!!)
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ettor1
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11/02/2006 03:34:00 PM
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Urlare al miracolo o all'invenzione pura, parlando di un nuovo genere musicale o di una svolta stilistica di questa o quella band, è rischioso.
Soprattutto quando si sa benissimo che il blues è il papà del jazz e il nonno del rock e dell'heavy metal (il fratellino ribelle).
Questa affermazione può sembrare azzardata, ma se si conoscesse un po' di teoria musicale (non serve essere un direttore d'orchestra, nè un musicista di professione) non lo sarebbe nemmeno tanto, dato che qui viene spiegato il perché.
A dispetto di ciò, tutte le orchestre, le band e i musicisti che sono venuti dopo gli schiavi neri dei campi di cotone che dall'inzio del XIX alla metà del XX secolo hanno lavorato per gli stati confederati, anche se non si sono inventati un cazzo di nuovo, in realtà lo hanno fatto.
Perché è solo rimescolando le carte con sapiente coscienza di ciò che si sta facendo si ha un risultato che possa diventare l'invenzione di un nuovo genere musicale.
In fondo, Miles Davis non ha inventato da zero proprio niente (sempre secondo la teoria), ha però "cambiato la musica quattro o cinque volte. Lei cosa ha fatto di così importante, oltre ad essere bianca?" [Rispondendo ad una ragazza della società borghese di Washington, seduta accanto a lui, che gli chiedeva cosa avesse fatto per essere invitato durante un ricevimento in onore di Ray Charles alla Casa Bianca del presidente Ronald Reagan, nel 1987.]
Anche il blues, sì.
Anche Charles Mingus ne ha da dire... "Good jazz is when the leader jumps on the piano, waves his arms, and yells. Fine jazz is when a tenorman lifts his foot in the air. Great jazz is when he heaves a piercing note for 32 bars and collapses on his hands and knees. A pure genius of jazz is manifested when he and the rest of the orchestra run around the room while the rhythm section grimaces and dances around their instruments."
Al di là della citazione non calzante a pennello con il blues e il concetto di questo articolo, le sue mescolanze con sonorità blues, come in Good Bye Pork Pie Hat (decisamente nascoste, ok), sono ormai parte della storia.
Due puri geni del jazz che non si sono elevati a dèi onnipotenti della musica, sparando queste due affermazioni; semplicemente dicono che per generare nuovi stili musicali bisogna sapere cosa si fa, e cosa si è fatto.
Ascoltando Miles, sembra di ascoltare un genere diverso in ogni suo disco, ma sempre di jazz si tratta.
E ascoltando Mingus, lo stesso. Anche quando re-inventano il blues (stile in cui, prima o poi, un jazzista si lancia sapendo che è la "sua" musica in quanto nero: viene dai campi di cotone, dallo spiritual e dall'amarezza della vita).
Anche Charlie Parker, grande sassofonista, reinventò il blues con il disco Funky Blues.
Allo stesso modo John Coltrane su Plays The Blues echeggiò soli di chitarra blues su tempi jazz e armonie dissonanti, le tipiche blue notes, così familiari nella musica nera.
La prima sezione di Duke Ellington's Sound Of Love, è puro blues. Concepito come tale, ma suonato come jazz.
Lo so che non scopro l'America, e nemmeno l'Acqua Calda. Però sono stufo di sentir gridare al miracolo per ogni stronzata che fuoriesce da una cassa acustica, quando in giro ci sono stati dei geni musicali di portata storica che hanno realmente inventato qualcosa di nuovo partendo da uno stile musicale vecchio di 150 anni.
Però ora basta... mettiamo su del metal! (possibilmente black)
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ettor1
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10/24/2006 03:12:00 PM
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La band della settimana è:
ANNIHILATOR
La band nasce a Vancouver, Canada, nella prima metà degli anni '80. Nei primi mesi era composta solo da Jeff Waters, eccezionale chitarrista, e Paul Malek (batteria) che pensavano probabilmente ancora al nome della band e a come fare qualcosa di veramente originale in un mondo (il thrash metal) che era già parecchio evoluto dal punto di vista delle musiche, delle liriche e della tecnica strumentale acquisita (tra il 1986 e il 1988, Master Of Puppets dei Metallica era considerato inarrivabile per qualità e capacità compositive della band -forse anche perché all'epoca erano tra i favoriti dell'ambiente).
Ma Jeff Waters recluta dei signori musicisti, piuttosto sconosciuti nell'ambiente e dotati di grande feeling e tecnica musicale.
Nel 1988/89 esce Alice In Hell.
Il mondo del thrash un pochino cambia, non se ne accorgono tutti, nè subito; ma cambia!Il disco ha per intro uno splendido solo acustico (Crystal Ann) ad opera di Jeff Waters, classicheggiante, per niente metal. Qui la prima vera svolta: finora gli album thrash avevano degli intro molto potenti, "metal-evocativi" insomma. Il vero metal arriva con Alison Hell: dotato di forte impatto ritmico, bella melodia, chitarre progressive e incalzanti, voce accattivante, alta e potente, batteria che concede piccoli strappi alla regola, nei quali si nota una buona precisione e grande energia, cmq non eccezionale, forse l'unico punto debole della band (ai tempi Charlie Benante -Anthrax-, Dave Lombardo -Slayer- e Mick Harris -Napalm Death- erano tra i capi supremi del drumming, sicuramente me ne dimentico molti, ma i tre appena citati erano davvero impressionanti). Di notevole originalità lo stacchetto sali-scendi classico con voce in falsetto il quale precede un solo veloce, strappabudella, musicale e che ricorda in pieno un altro mostro di bravura di quegli anni magici: Alex Skolnick (Testament). Tutto il disco è sulla falsariga dell'apripista, anche se ci sono interessanti deviazioni stilistiche, sottolineando la cifra stilistica di alto livello della band.Di cosa parlano le canzoni? Di follia e terrore in stanze buie popolate da presenze maligne, di sogni spaventosi, di menti inquietanti.
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ettor1
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10/24/2006 10:35:00 AM
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INFAMATE
Girare in auto a Milano ti fa girare le scatole ogni 5 minuti? Viaggiare in autostrada ti fa sentire come se venissi preso di mira dai prepotenti?
Ti senti frustrato?
Irritato?
Usa "FLICKING THE BIRD"!
Lo applichi sul lunotto posteriore, lasci che qualcuno faccia la sua bella cazzata in auto e tu non devi fare altro che gonfiare la pompetta vicino al posto di guida.
Può funzionare anche in ufficio, è silenzioso e discreto.
Applicalo di fianco al PC, e vedrai la tua vita cambiare da così a così.
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ettor1
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10/20/2006 11:30:00 AM
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INFAMATE
L'hardcore/thrash mi è sempre piaciuto. D.R.I. (Dirty Rotten Imbeciles), S.O.D. (Sturmtroopers Of Death), MOD, Anthrax... tutte band che da giovincello... mi hanno fatto uscire dagli occhi il cervello!
Ecco, Municipal Waste sono una di quelle band che se guardi la copertina e leggi i testi non ascolteresti mai e poi mai. Però se velocità, suoni grezzi, batteria mozzafiato, tonnellate di chitarre, giri melodici e soli fulminei sono il pane quotidiano di un ignorante come si deve, allora meglio lasciar stare testi e copertina, dedicandosi esclusivamente al bordello che questi riescono ad alzare. Che è impressionante. E divertente.
Unleash The Bastards
Millions lay dead, Resistance is futile Armies are crushed, Bodies thrown in piles Rich white mens dream, Once gained through the machines Brought pain to this world, Through bloodlust and greed The new hounds of war, Mechanical bastards Ripping through flesh, Destroying their masters Programmed to kill, Destroying at will The brilliant turned fools, Now punished by their tools The time has come For all your leaders to die Electrified hate Your blood and their circuits will fry Bring on the war, Unleash the Bastards Prisoners no more, Destroying their masters Fleets take the night, Destroying mankind Those that revolt, Will spill blood from their throats Wise up and see your fate Witness the mechanical advance Rise up but its too late You should have stood up when you had the chance But now the worlds a living hell, The stench of death is all you smell The ground is scorched, The air is black The sound of your neck being snapped What was an earth worth fighting for? Now destroyed by the corporate whore An overload of greed and wealth, Whos gonna save them from themselves? The time has come For all your leaders to die Electrified hate, Your blood and their circuits will fry Unleash the bastards now!
Quanto dura? Meno di 2 minuti, perfetta!
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ettor1
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10/19/2006 05:57:00 PM
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INFAMATE
La sensazione di cui nel titolo è dovuta a questo
I pezzenti dei nostri politici, accattoni drogati, quando si tratta di infamare industriali e manager del calcio se ne stanno zitti e buoni e guardano con piacere la disfatta del "management world" italiano, seppur corrotto.
Quando invece qualcuno come le Iene, da sempre paladini della giustizia dei poveri -di quelli che se non ci fossero loro non saprebbero nemmeno cosa c'è "là fuori"- si premura di far sapere agli onesti lavoratori cittadini italiani che il nostro mondo politico è popolato per 1/3 (dico: UNO SU TRE!!) da tossicomani sniffatori, allora il Garante per la Privacy si fa in 4 per garantire la giusta punizione ai diffamatori calunniatori irrispettosi dell'altrui libertà e privata vita.
Mi fate ridere. Mi fate schifo. Mi fate pena.
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ettor1
il
10/19/2006 04:08:00 PM
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INFAMATE
La band della settimana è:
ANNIHILATOR
La band nasce a Vancouver, Canada, nella prima metà degli anni '80. Nei primi mesi era composta solo da Jeff Waters, eccezionale chitarrista, e Paul Malek (batteria) che pensavano probabilmente ancora al nome della band e a come fare qualcosa di veramente originale in un mondo (il thrash metal) che era già parecchio evoluto dal punto di vista delle musiche, delle liriche e della strumentale acquisita (tra il 1986 e il 1988, Master Of Puppets dei Metallica era considerato inarrivabile per qualità e capacità compositive della band -forse anche perché all'epoca erano tra i favoriti dell'ambiente).
Ma Jeff Waters recluta dei signori musicisti, piuttosto sconosciuti nell'ambiente e dotati di grande feeling e tecnica musicale.
Nel 1988/89 esce Alice In Hell.
Il mondo del thrash un pochino cambia, non se ne accorgono tutti, nè subito; ma cambia!
Il disco ha per intro uno splendido solo acustico (Crystal Ann) ad opera di Jeff Waters, classicheggiante, per niente metal. Qui la prima vera svolta: finora gli album thrash avevano degli intro molto potenti, "metal-evocativi" insomma. Il vero metal arriva con Alison Hell: dotato di forte impatto ritmico, bella melodia, chitarre progressive e incalzanti, voce accattivante, alta e potente, batteria che concede piccoli strappi alla regola, nei quali si nota una buona precisione e grande energia, cmq non eccezionale, forse l'unico punto debole della band (ai tempi Charlie Benante -Anthrax-, Dave Lombardo -Slayer- e Mick Harris -Napalm Death- erano tra i capi supremi del drumming, sicuramente me ne dimentico molti, ma i tre appena citati erano davvero impressionanti). Di notevole originalità lo stacchetto sali-scendi classico con voce in falsetto il quale precede un solo veloce, strappabudella, musicale e che ricorda in pieno un altro mostro di bravura di quegli anni magici: Alex Skolnick (Testament). Tutto il disco è sulla falsariga dell'apripista, anche se ci sono interessanti deviazioni stilistiche, sottolineando la cifra stilistica di alto livello della band.
Di cosa parlano le canzoni? Di follia e terrore in stanze buie popolate da presenze maligne, di sogni spaventosi, di menti inquietanti.
è colpa di
ettor1
il
10/18/2006 10:28:00 AM
0
INFAMATE
Con amarezza seguo la fine di un'epoca musicale rumorosa: il CBGB'S, storico locale punk rock in cui hanno suonato, tra i grandi nomi quali Rolling Stones o Yardbirds, anche The Dictators, Cro-Mags, Plasmatics, Police, Ramones, Talking Heads, Television...
Il bello (?) è che la chiusura ha un motivo quantomai usuale e "normale", che capita o può capitare insomma a tutti quanti: il proprietario dello stabile non ha rinnovato il contratto (pluridecennale) al manager del CBGB'S, Hilly Crystal. Pazienza, dice lui, perché tanto se ne apre un altro a Las Vegas.
Detto nemmeno troppo tra i denti: non ce ne frega un cazzo, il vero CBGB'S che era, è e rimarrà l'(ultimo?) avamposto della scena punk rock mondiale (ma anche metal, ricordiamo che anche Testament, Slayer e tanti altri hanno suonato al CBGB'S, pure gli Anthrax) è quello di NYC. Mi mancherà, anche se ci sono stato una sola volta.
è colpa di
ettor1
il
10/17/2006 09:39:00 AM
0
INFAMATE